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Polveroni sui libri di testo

A ciò si aggiunga la mai bassa paga per cantanti, sovrintendenti e direttori artistici. Poi certo ci si deve lamentare per i tagli. Ma anche con un po' di pudore.
 

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L'Associazione degli editori italiani (Aie) ha avuto riconosciuto dal Tar il fatto che le accuse da parte di associazioni di consumatori sui rincari esorbitanti sui libri di testo non erano esatte. No, è stato dimostrato che l'aumento era in linea con l'inflazione. Il Presidente Motta, pur soddisfatto, non solo sostiene che invece erano sotto tale linea, ma giustamente chiede che si faccia più attenzione alla credibilità di talune associazioni di consumatori. La materia che riguarda così da vicino tante famiglie e il peso che esse danno alla cultura e all'istruzione non può restare in balia di denunce false e di polveroni inutili.
 

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