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«Mamma Africa»: la Schindler's list di oggi


La protagonista è Haregwoin Teferra, un'eroina per caso di Addis Abeba, che ha saputo trasformare il profondo dolore dovuto dalla morte del marito e di una figlia, nel coraggio di accogliere e allevare decine di orfani dell'Aids. Dal rischio di cadere in una depressione profondissima alla gioia di dare delle speranze a tanti piccoli che le avevano viste vanificare tutte. Così, davanti all'immensità della tragedia, Haregewoin allarga le sue braccia e, a dispetto dei pregiudizi degli altri e di ogni limite economico, accoglie in casa sua sempre più bambini che hanno visto morire i loro genitori.
Così, giorno dopo giorno, continuano a bussare allasua porta a tal punto che, in casa Teferra, si è creato un vero e proprio asilo per orfani e un rifugio per mamme ammalate.
Un libro poetico e duro, spietato e pieno di speranza, dove la penna di Melissa Fay Greene affianca, con maestria, al racconto la denuncia e agli impressionanti numeri i volti di queste persone che rimangono scolpiti nella memoria. E solo lei, che ha toccato con mano questa tragedia, è riuscita a trasmettere al suo lettore la speranza che cerca di farsi spazio da questo orrore definito da molti «l'Olocausto contemporaneo e dimenticato». Tanto che sono già venti milioni le vittine dell'Aids nel solo continente africano.
All'interno del libro c'è anche un'analisi spietata sull'Africa, depredata e sfruttata e infine abbandonata a se stessa, in attesa che le rivoluzioni si spengano nel sangue, per permettere che nuovamente si possa attingere alle cospicue risorse che il continente ha in sè.
Un libro che suscita forti emozioni e che, come riporta il Washington Post, «riesce finalmente a farci vedere gli africani come persone reali, con le loro emozioni e le loro debolezze».

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