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Cronaca nera e Lotto <br/>La spy story di Morelli

Cronaca nera e Lotto <br/>La spy story di Morelli

La copertina

Una Napoli bella e dannata: sommersa dai rifiuti insanguinata dalla guerra di camorra. Ma questa è solo la scenografia. «25-60-80» è una spy story firmata Vittorio Morelli, vincitore del Premio letterario Giovane Holden con questo racconto di 50 pagine. Il protagonista è appunto Gennaro Esposito, nome che più napoletano non si può, camicie Brooks Brothers, lavate in tintoria, e vittima di una vera e propria ossessione per i numeri del lotto così come recita il titolo. Esposito è l'icona del cronista di nera, un po' sfigato ma capace di avere rapporti di fiducia con le fonti che contano. È soprattutto caparbio e non lascia mai la pista una volta imboccata. Non si arrende. Snobba la firma in prima pagina troppo interessato a raccontare la storia nel suo profondo: retroscena e collegamenti.
Il racconto «25-60-80» è una storia di spionaggio industriale ambientata in una Napoli dove gli eventi drammatici che fanno da contraltare all'inchiesta tradiscono la consuetudine dell'autore, nella vita giornalista per l'Agenzia Italia, con la cronaca e le vicende dell'attualità. Morelli ha la passione per il particolare, il dettaglio frutto di un passato da fotoreporter e di un presente da inviato che lo porta a vivere negli ambienti più diversi. La Campania delle mattanze di camorra come le brulle montagne di Herat e Kabul passando per il deserto iracheno.
Al centro del racconto l'omicidio di un femminiello, un travestito, delitto che in un primo momento sembra opera di un serial killer. In realtà non è così e la vicenda, nella cronaca dei giornali, si sgonfia. Gli eventi drammatici a Napoli si susseguono senza sosta e tutti finiscono in Cronaca nera. Quelli raccontati nel libro hanno un evidente legame con la realtà quotidiana, come il tentativo da parte della polizia di recuperare il cadevere del figlio di un boss della camorra ucciso in un agguato e trafugato dall'obitorio.
Esposito continua a scorrazzare con il suo motorino che guida regolarmente senza casco per Napoli a rincorrere omicidi di camorra, dribblando i rifiuti «che presto si sarebbero alzati in volo per smaterializzarsi». Napoli è raccontata nel dettaglio, scorrendo le pagine il lettore si ritrova tra i vicoli dei quartieri Spagnoli, a Posillipo a Galleria Umberto in una sorta di videogames tanta la narrazione è avvicente. Racconto intrigante con quel pizzico di interesse in più scandito dai numeri del Lotto secondo la smorfia: una fissa che accompagna Gennaro Esposito e il lettore. Numeri che potrebbero anche portare fortuna.
 

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