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Cucinotta: «Ora recito per far ridere la gente»

Così è apparsa ieri l'attrice nella nuova sit-com «Taglia e cuci», in onda su Fox (canale 110 di Sky) in prime time tutti i martedì. Ma l'ex interprete de «Il Postino» ha in serbo progetti, anche come produttrice che svela, parlando del suo privato.
Come mai un ruolo comico?
«Il fine è dissacrare con ironia il mondo della chirurgia estetica. Desideravo anche prendere un po' in giro me stessa. Voglio far capire che esistono altri valori al di là del bisturi. Vedrete vi sorprenderò».
Lei, sex simbol italiano, accetterebbe un ruolo da brutta?
«Certamente. Non mi farebbe paura, anzi mi divertirei. Anche se penso che nessuna donna può sentirsi brutta oggi, a meno che non sia trasandata: è questo che non sopporto. Nessuna deve mai deprimersi al punto da trascurarsi. Io sono tendenzialmente ottimista, anche in circostanze negative sono triste e depressa al più per cinque minuti».
C'è un ruolo femminile nel quale vorrebbe calarsi?
«Vorrei essere la protagonista di un film per bambini che mi piacerebbe anche produrre. Magari un'eroina».
Come produttrice ha in cantiere progetti?
«Tra breve uscirà il film "Viola di mare", girato a Trapani e Favignana, una storia in costume, del tardo '800 bella e forte. Per la Rai è in cantiere la fiction "San Benedetto", due puntate sulla vita del Santo: un evento internazionale vista la valenza del personaggio. La sceneggiatura è pronta, stiamo valutando il cast. Le riprese dovrebbero partire a primavera. Poi sto portando avanti un progetto cinematografico di coproduzione con la Cina ed uno con Bollywood».
Quindi dopo «Taglia e cuci» reciterà molto meno?
«Niente affatto! Già da marzo sarò presente come guest star nella soap opera "Agrodolce", in onda su Raitre. Entro nel cast nel ruolo di una giovane donna che torna dopo anni nella sua terra d'origine, la Sicilia. È un ruolo commovente, perché il personaggio soffre e farà soffrire per amore, in situazioni con continui colpi di scena. "Agrodolce" è un prodotto tutto siciliano, ed io che sono testimonial della Regione Sicilia a livello internazionale, non potevo non esserci».
Però ha rinunciato ad Hollywood.
«Il mio obbiettivo è far conoscere oltre confine la cinematografia made in Italy. E dare della Sicilia un'immagine finalmente scevra dagli stereotipi di mafia, lupara, donne vestite di nero. In questo contesto mi impegnerò come italiana, sia produttrice che attrice».
Alla soglia dei 40 anni se la sente di fare un bilancio della sua vita?
«Non sento il tempo che passa. Vivo con entusiasmo, pronta a ricominciare sempre da zero, se necessario. E poi il set fa dimenticare la propria vita. Credo anche di essere una buona madre per mia figlia Giulia che ha 7 anni».

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