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Natalia Poggi n.poggi@iltempo.it Vampiri e vampirette ...

Fra un mese circa, appunto, uscirà nelle sale cinematografiche italiche un film tratto dal libro. Quale occasione ghiotta, dunque, per immergersi in un testo che quando uscì in patria (era il 2004) fu considerato «il libro più bello dell'anno». Da noi invece, l'anno scorso, il libro passò in sordina. Non era ancora esploso il fenomeno vampiri. Nel frattempo, però, Lindqvist è andato avanti per la sua strada e ha pubblicato il suo secondo romanzo «L'estate dei morti viventi» (Marsilio 2008), un reportage su cosa succede quando i trapassati ritornano al mondo dove furono. Lindqvist, ex prestigiatore e autore televisivo, è davvero uno scrittore pieno di talento, evocativo, per certi versi naif (ma non ingenuo). E definire «Lasciami entrare» solo un horror-thriller a sfondo romantico è riduttivo. La vicenda è ambientata nella periferia grigia della Stoccolma anni Ottanta. Non c'è ancora youtube, i cellulari ecc. e gli adolescenti giocano in cortile, si scambiano i giornalini, arrotondano con lavoretti ecc. A scuola c'è la gang dei bulli che «martirizza» i più deboli. Oskar, tredicenne grassottello, è la vittima preferita. Ma soffre e quando incontra in una sera brumosa e gelida una strana bambina, Eli, dal fascino magnetico benchè magra, macilenta e maleodorante, le confida il suo dramma. Nasce una tenera e pura amicizia. L'incontro di due cuori solitari, un legame indissolubile. Lui trae forza da lei. Ma lei è tanto strana. Esce solo di notte e ha lo sguardo luciferino. Sullo sfondo strani omicidi, ragazzi che vengono uccisi con una speciale tecnica di dissanguamento, c'introducono nel thriller. Ad uccidere è un serial killer e lo fa per conto di Eli. Per nutrirla, s'intende. Poi il killer, ex professore di scuola con trascorsi pedofili, viene catturato. Ma gli omicidi continuano lo stesso. E Oskar, piano piano, capisce tutto.
Da questo momento in poi il lettore si sente catturato. Lindqvist che un giorno ha detto: «Scrivo di vampiri perchè li conosco molto bene» lo prende per mano e lo accompagna in un mondo affascinante dove i vampiri sussurrano «let me in» (come si dice in inglese) e se accettati s'introducono nel tuo letto. Sono creature «a parte»: Eli, in realtà, non ha organi sessuali, di giorno si rintana dentro al bagno e dorme in una vasca piena di sangue. Il suo morso «vampirizza» e diventarlo non è proprio bello. La luce del sole ti brucia la pelle, il desiderio di sangue ti porta a tagliarti braccia e gambe per succhiarlo dalle tue stesse vene. Ma nel finale catartico e mozzafiato Eli diventa l'angelo vendicatore. Lei-lui può! Trionfa la vita e i cattivi fanno la fine che si meritano.

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