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Il regista Lozzi: «L'idea del film nasce dalla storia vera di un ragazzo che ha detto addio al mondo»

B.Film.
«In genere faccio leggere tutti i miei copioni a mio figlio, ma stavolta ho tolto le pagine che descrivono quella scena - ha spiegato Guia Jelo sottolineando l'armonia in tutto il cast che comprende, fra gli altri, Alessandro Riceci e Carlo del Giudice -. Rosalia ha con il ragazzo un rapporto sessuale non perchè innamorata di lui ma perchè spera così di tenerlo con sè, di salvarlo, cosa che non è riuscita a fare con il figlio. Se io sono l'utero del film, il cuore lo rappresenta Federico Pacifici: il suo personaggio guarda e soffre per tutti noi».
L'idea per la storia è venuta al regista oltre 20 anni fa, «dopo aver letto la drammatica lettera di un ragazzo che dava l'addio al mondo - ha spiegato Lozzi, anche scrittore e autore di documentari e corti -. La sua era una storia pazzesca che per molto tempo non mi ha lasciato. Ho cercato per molti anni la chiave per raccontarla». Fondamentale per lui è stata la scelta degli attori. A parte Micioni e la Benedettini, che sono quasi esordienti e con cui ha passato lunghi mesi di prove, «per il ruolo di Rosalia volevo assolutamente Guia, che per me è la Magnani siciliana e, per Eugenio, Federico Pacifici, un attore immenso e generosissimo».

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