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Attenti a quei due. Nicolini fa il futurista e collabora con Croppi

Oltretutto nel nome del Futurismo, l'unico movimento d'avanguardia italiana, di cui a febbraio 2009 si festeggerà il centenario. Il riccioluto ex assessore, annuncia Croppi, «ha già pronto il copione di una delle cinque serate futuriste che andranno in scena all'Auditorium Parco della Musica». Addirittura ha scritto un testo, che leggerà, e nel quale interpreta Marinetti.
Come leggere l'insolita liaison? Senza troppa meraviglia, se si compulsa la storia di Nicolini. Il quale, per esempio, è figlio dell'architetto Roberto, nato giusto cent'anni fa, che per il regime di Mussolini realizzò a Roma le apprezzabili case popolari del Quarticciolo. E poi, che uomo di sinistra è veramente Nicolini? I Ds, e Veltroni, lo hanno snobbato assai, dimenticando peraltro che alle politiche di una trentina d'anni fa prese una valanga di voti, piazzandosi subito dietro il «divo» Enrico Berlinguer. Forte della popolarità ottenuta con l'Estate Romana, con quegli eventi effimeri e intelligenti che portavano la ggente nelle piazze. Per divertirsi. Invenzione del Nicolini Renato? Mica tanto. Perché fu il fascismo - come gli ricordava, quand'erano insieme ai vertici del Palaexpò Gino Agnese, il biografo di Boccioni e Marinetti - a tirare fuori dal cilidro, per primo, gli happening en-plein-air. E lui, Nicolini, assentiva. Ecco allora il fil rouge che lega l'architetto a Croppi: anticipato da un'intervista a piena pagina che «Il Secolo» ha da poco dedicato al re dell'effimero. Che sì, aderì a Rifondazione (per poi uscirne) e scrive sul Manifesto. Ma è un cane sciolto della sinistra. E libero. Liberissimo.
Lidia Lombardi

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