cerca

Pivetti: «Ora penso

al bene degli altri»


Quando ha deciso di dedicarsi alla politica?
«Tra il '90 e il '92, mi sono trovata in mezzo a un vero e proprio sconvolgimento politico: tangentopoli, la seconda repubblica. Sono entrata in contatto con la Lega, che al tempo era un movimento nuovo. Credevo che sarebbe stato un episodio passeggero. Poi sono diventata Presidente della Camera e, alla fine, ho deciso di uscire dalla politica, ma non dalla vita sociale in modo attivo. Ora mi occupo di "Learn to be free" (L.T.B.F.)».
Di che si tratta?
«È un'associazione che si occupa dell'inserimento nel mondo del lavoro di giovani e meno giovani. Per esempio di donne che abbiano dovuto lasciare il lavoro per un periodo, e fanno difficoltà a reinserirsi, di giovani disagiati, di persone che si ritrovano a doversi reinventare un ruolo o che non possano permettersi una formazione di aggiornamento, sia in ambito nazionale che internazionale. Contiamo anche sul supporto di aziende e onlus che ci sostengono: i nostri progetti puntano ad aiutare concretamente le persone. Uno dei più recenti progetti, è legato all'artigianato del "Gioiello etico", ed è stato realizzato con il contributo dell'Associazione degli Artigiani Orafi italiani».
Cosa vuol dire "Gioello etico"?
«Oltre all'aspetto creativo nella realizzazione del prodotto, si tiene conto del fatto che il materiale non provenga da una filiera che preveda lo sfruttamento di manodopera infantile per esempio, come spesso succede per i paesi del sud del mondo. Una parte del ricavato delle attività di "Learn to be free" è utilizzata in progetti che riguardano anche la formazione e l'avvio al lavoro di alcune popolazioni africane».
Che rapporti ha con Veronica, la sorella attrice?
«Buoni, anche se ci vediamo pochissimo, per gli impegni e gli orari diversi. Ci "messaggiamo" spesso, e ci sentiamo al telefono la mattina a ore impossibili, prima delle sedute di trucco che la impegnano sul set delle fiction. Poi, cerchiamo di vederci durante le feste di famiglia, con i bambini e gli amici comuni. Ci confidiamo su tutto, siamo molto diverse caratterialmente, ma siamo molto complici».
Qual è il suo rapporto con fede e religione?
«Ricordo che quando i miei mi iscrissero a una scuola di suore, piansi tanto. Oggi sento di avere un elemento di stabilità interiore, che è dato proprio da una fede forte, che vivo come un'esperienza fisica, più che intellettuale. È come quello che accade nei rapporti d'amore: una passione che ti coinvolge, corpo e sangue, ti rinforza e vivivfica. E non è un caso che la simbologia cristiana si concretizza simbolicamente nell'incarnazione, attraverso l'eucarestia, quasi per rendere il senso di questa esperienza».

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

.tv

Degrado capitale, la stazione Termini è un gabinetto a cielo aperto VIDEO

La cassanata definitiva: "Ci ho ripensato, continuo a giocare"
Dopo le liti in tv relax al mare: Adriana Volpe in versione sirenetta
Roma, in viaggio seduti sul paraurti Così strappano un passaggio al tram

Opinioni