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Dina D'Isa d.disa@iltempo.it<br/> <br/> In un mondo che ...

Così, uno spot di cioccolatini sposta la scena in un teatro, richiamando esplicitamente il film «Pretty Woman» e riutilizzando addirittura il viso del suo protagonista, Richard Gere. E che dire della posa di Marilyn con la gonna sollevata dal vento che soffia dalla grata della sottostante metropolitana? Quante volte quella stessa immagine è stata ripresa in quadri, statue, film o spot pubblicitari? È così che certe scene sono parti inscindibili di racconti mitologici che diventano archetipi, senza più bisogno di alcuna spiegazione, per evocare precise emozioni.
Persino il logo acquista il suo fascino. In questi giorni viene celebrato in una mostra capitolina, a Castel Sant'Angelo, in tutte le sue forme creative, dagli anni '60 ai giorni nostri. Tornano allora bambini i quarantenni di oggi, rivedendo re Artù disegnato da Biassoni o il mitico pupazzo di Cava per Lagostina, protagonista di tanti Caroselli televisivi.
In Usa il remake è pane quotidiano a Hollywood, dove - primo fra tutti - il regista Peter Jackson (dopo il fortunato «King Kong») è tornato al lavoro col remake da 100 milioni di dollari di «The Dam Busters», versione originale del film diretto da Michael Anderson con Michael Redgrave, del 1954. In Italia si cominciano ora a rivedere vecchie storie, persino nelle fiction tv: è il caso recente di «Rebecca e la prima moglie», capolavoro di Hitchcock rivisitato per la tv da Riccardo Milani, con Cristiana Capotondi e Alessio Boni.
Il teatro non è certo da meno e basterebbe dare solo un'occhiata al cartellone del Quirino di Roma per averne la certezza. Fioccano spettacoli come «Todo modo», «Il laureato», «I Ponti di Madison County», e «Va' dove ti porta il cuore», mentre al Sistina impera il musical di Massimo Ranieri «Poveri ma belli».
E se di remake cinematografici pullula ormai anche il grande schermo italiano (da «La Mandrakata» dei Vanzina, tratto da «Febbre da cavallo» di Steno, a «Il ritorno del Monnezza» sempre dei Vanzina), tra i best seller letterari spicca «Il mondo di Rhett» di Donald MacCaig, seguito ufficiale di «Via col vento» raccontato dal punto di vista dell'indimenticabile Butler. Mentre insieme con il ritorno degli Abba nel musical «Mamma Mia!», incalza nel panorama musicale nostrano il progetto di Claudio Baglioni «Q.P.G.A.» che, dalla sua leggendaria canzone («Questo Piccolo Grande Amore»), ha tratto un film, un musical e un libro.

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