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Cappella Paolina, affreschi restaurati entro il 29 giugno

Ma il tempo ha comunque rovinato le pareti affrescate. Cinque anni fa si è messo mano al restauro, finanziato completamente da un gruppo cattolico inglese, in quota maggioritaria, e da uno californiano. Un milione e mezzo di euro l'intera operazione, guidata da Arnold Nesselrath, direttore per l'arte medievale e moderna del Vaticano, e da Antonio Paolucci. Sui tralicci, in cima alle pareti, lavorano il restauratore capo dei Vaticani Maurizio De Luca insieme con la prima assistente, Maria Puska.
La Cappella, voluta da papa Paolo III Farnese e progettata da Antonio Sangallo il Giovane, ha un'ampia superficie affrescata. In gran parte da Federico Zuccari e da Lorenzo Sabbatini. Vent'anni dopo di loro, la mano di Michelangelo, impegnato qui tra il 1542 e il 1545. «La conversione di San Paolo» e «La crocifissione di San Pietro» i suoi due contributi, ciascuno su uno spazio di oltre sei metri per lato.
Le prime operazioni di pulitura hanno svelato i colori di Michelangelo. Il giallo del raggio di luce che colpisce in pieno San Pietro, gli azzurri del cielo, i rossi delle vesti, l'oro dei capelli. Un uso intellettuale del colore, come sempre in Michelangelo. Che il restauro esalterà. Li. Lom.

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