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«The Orphanage» tra incubi e fantasmi

L'horror, prodotto da Guillermo Del Toro con un budget di 3 milioni di euro, ha già vinto 7 Goya nel suo Paese dove ha incassato la cifra record di 25 milioni di euro ed è ora in corsa per gli Efa (gli Oscar europei) in ben 4 categorie. La pellicola vede al suo esordio, oltre al regista, anche il direttore della fotografia, il montatore e il direttore degli effetti speciali.
Bayona è l'ultimo anello di una tradizione fantasy-horror iberica che trova le sue radici in «La Residencia» di Narciso Ibànez Serrador o in «Lo spirito dell'alveare» di Victor Erice.
«Sono stato molto influenzato dai classici dell'horror spagnolo, come "The Others" di Amenabar o "La Residencia" - ha detto Bayona, ieri a Roma -. Del film di Erice, che raccontava storie di fantasmi, mi sono ispirato invece alle sue atmosfere: nel ruolo della medium ho scelto Geraldine Chaplin per creare un ponte con le pellicole del passato che hanno segnato la mia formazione. Ma la mia fortuna è stata conoscere Del Toro: mi sono spacciato giornalista per incontrarlo e da allora lui ha sempre apprezzato le mie idee. Intanto, sto preparando un film hollywoodiano anche se non mi staccherò mai dal mio Paese: s'intitola "Hater", è basato sul libro di David Moody e prodotto ancora una volta da Del Toro, che inizialmente avrebbe dovuto anche girarlo. Si tratta di un racconto apocalittico su un'improvvisa epidemia di odio che coinvolgerà i cittadini, in una sorta di furiosa ribellione alle paure perpetrate dal governo americano».

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