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Giusy Ferreri: "Se va male torno a fare la cassiera"

Giusy Ferreri: "Se va male torno a fare la cassiera"

Giusy Ferreri

«Sono in aspettativa fino a giugno 2009», precisa la cassiera-popstar.


Signorina Ferreri, ma davvero dopo la sua assunzione la costringevano a mostrare le qualità vocali nell'interfono?


«Era il 1998, avevo 19 anni e mi sentivo molto sfacciata. All'orario di chiusura i colleghi mi aprivano il microfono degli annunci e io cantavo. Crescendo sono diventata timida. Arrivava un nuovo direttore e mi spingevano nel magazzino: "dai, fagli sentire quanto sei brava". Diventavo rossa come un peperone».


Cosa cantava, all'inizio?


«"What's up" di Linda Perry. Altro che Amy Winehouse: è lei la mia bussola. Ha guidato i 4 non Blondes, ha prodotto Christina Aguilera e Pink, e ora ha scritto due pezzi per me. Grazie a Tiziano Ferro che aveva scoperto la mia ammirazione per lei su Internet».


Ferro è il suo mentore: coproduce il disco insieme a Michele Canova, duetta con lei in un brano, e in totale ne ha scritti sei, di cui uno con Sergio Cammariere.


«Tiziano mi ha tagliato addosso le canzoni talmente bene che a volte mi sento come se avesse spiato la mia vita. Ridiamo insieme, condividiamo malinconie. E in studio mi ha insegnato a non cantare solo d'istinto».


Altre ne ha scritte lei stessa.


«Avevo provato più volte a propormi alle case discografiche, prima di "X Factor". Non volevo mollare, nonostante le porte sbattute in faccia. Per poter comporre, nel mio monolocale di Abbiategrasso, avevo rifiutato un contratto a tempo pieno al supermarket. Sono rimasta part-time. Avrei potuto fare carriera alla cassa...».


Ottimismo, su.


«Sul palco mi scateno, perdo le inibizioni come farebbe una drag-queen. Al tempo di un singolo del 2005, "Il party", i gay mi elessero loro nuova icona».


Dopo Patty Pravo, la Berté, Mina...


«Donne con una grinta particolare, voci importanti. Ma quando si spengono i riflettori torna a prevalere la mia vena introspettiva. Un giorno mi piacerebbe pubblicare un disco con le mie canzoni più cupe, scritte in momenti meno fortunati. Ma mi accuserebbero di avere una bella faccia tosta, dopo il successo che mi è piovuto in testa».


In questo cd, nei titoli di due pezzi, prevale il concetto dell'assenza.


«Certe nostalgie non finiscono mai, sono come la risacca che torna sulla spiaggia. E quando la bella stagione finisce, bagnarsi i piedi sulla riva fa rabbrividire. Vorresti tornare su quel mare, ma in inverno è deserto».


Vecchi amori finiti?


«Fuor di metafora, sì. Oggi sono felice con il mio compagno, non ho rimpianti. Ma quando ripenso alle sofferenze sentimentali fantastico su cosa direi se avessi di nuovo davanti certe persone. Non avrei il coraggio di aprire bocca».


Su Internet sono girate sue vecchie foto sexy, e un falso video "forte": non era lei la protagonista, ma non è stato semplice dimostrarlo. La macchina del gossip la triturerà.


«Ho 29 anni, e per fortuna non ho più bisogno di rivendicare come un tempo la presenza quotidiana degli amici e del divertimento. Oggi mi sento più matura e posso concentrarmi su questo mestiere così faticoso. A volte il prezzo da pagare è alto, ma l'affetto della gente mi ripaga di ogni possibile amarezza».


Però i suoi stati d'animo si intuiscono da come canta certe frasi. Tipo: "solo io conosco la mia vita" o "chi è felice è pazzo".


«Come ha scoperto il mio lato oscuro? "Chi è felice è pazzo" è un motto siciliano. Me lo ripeteva mio nonno quando ero una bambina ribelle e capricciosa. I miei genitori mi mettevano in castigo e lui mi scopriva imbronciata. Mi mostrava i barboni, i girovaghi e mi diceva: "guarda, quello non ha niente ma canta, mica è triste". Negli anni ho riflettuto su quella frase: la felicità quotidiana è costruita su piccole cose».


Alla nonna Gaetana, invece, è dedicato l'album.


«Ha 74 anni ed è molto rock. Sale da Palermo a Milano e mi mostra i suoi stivaletti a punta da velina, i jeans. Adora Francesco Renga e Gianna Nannini. È la vera diva della famiglia».


Un pezzo si intitola "La scala". Su che piolo è?


«In quello di mezzo, aggrappata al successivo per salire ancora più su, in cerca del giusto equilibrio. Ma ogni tanto è salutare tornare giù: solo così apprezzi il valore della salita».


Non andrà a Sanremo.


«No. Ho troppo lavoro in vista, e non sono così competitiva. Per ora mi è bastato lo stress di "X factor". Magari in futuro.


Il singolo del momento è "Novembre". Ma che stagione vive, nel suo animo?


«Primavera, adatta alla gratificazione calda che sto provando. E poi sono nata il 18 aprile, ma all'anagrafe si sono sbagliati e mi hanno registrata il 17. Mi facevano più vecchia! Ho un giorno bonus da vivere, e non ci rinuncerò».

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