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«Frammenti di luce»: i gioielli danno spettacolo


«È il coronamento di un sogno. Reggio Calabria - ha spiegato Sacco - è una città che mi ha sempre amato molto ed io sono onorato di ricambiare questo sentimento con un evento importante come questa mostra».
Il viaggio artistico parte dalla prima creazione realizzata a soli otto anni: fil di ferro e pietruzze di mare per un ornamento di poco valore apparante ma di grande significato affettivo e professionale per il maestro «made in Calabria».
In «Frammenti di luce» non mancano le tappe più significative dell'attività di Sacco, in un'alternanza di forme tradizionali e soluzioni innovative in un allestimento che spazia tra ambientazioni sacre e immagini marine, creazioni che richiamano la magna Grecia e argenti popolari della cultura contadina, ormai pezzi d'arredamento moderni, fino ai gioielli di scena creati per il mondo cinematografico, televisivo e teatrale.
La mostra in Calabria ripropone oltre ai pezzi già esposti la primavera scorsa al Vittoriano, gioielli di scena affiancati dagli abiti usati dagli attori come quelli di Liz Taylor ne il «Giovane Toscanini», quelli di Glenn Close per «L'Amleto» e poi quelli di opere liriche come «Don Carlos» e l'«Aida». Fiore all'occhiello il Satiro danzante in bronzo.
Sar. Bir.

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