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Il Festival di Roma incorona Battiato e la Finocchiaro

Mentre vince il cinema dei contenui e dell'impegno con il film «Resolution 819» di Giacomo Battiato, al quale è andato il premio Marc'Aurelio d'oro del pubblico (con 75 mila euro offerti da Bnl-Gruppo Bnp Paribas) e ad «Opium War», del regista afghano Siddiq Barmak, il Marc'Aurelio d'oro della critica. I premi assegnati dai ragazzi di Alice nella città vanno a «Magique!» di Philippe Muyl (8-12 anni) e a «Summer» di Kenneth Glenaan (13-17 anni). Menzioni speciali infine al film «A corte do Norte» di Joao Botelho e «Aide toi, le ciel t'aidera» di Francois Dupeyron.
Cala il sipario sulla terza edizione del Festival del Film di Roma, ma il presidente Gian Luigi Rondi guarda al futuro annunciando che è stato firmato un accordo per altri tre anni con date diverse (nel 2009 dal 16 al 25 ottobre, nel 2010 e nel 2011 dal 25/26 al 4 novembre). Alla fine di una terza edizione (con un budget di 15.5 milioni di euro), più dispendiosa rispetto all'esordio del 2006 (oltre 12 milioni e mezzo di euro che nel 2007 sono però saliti a 17.609.752), Rondi ha scongiurato qualsiasi ipotesi di contrasti con la Mostra di Venezia «perchè nessuno si pesta i piedi», ha detto. Nessuna contrapposizione neppure con il Festival di Torino dell'«amico» Nanni Moretti. Quanto alla location, Rondi ha precisato che per gli anni 2010-2011 «non esisteva ancora un accordo» ed è invece stato siglato l'altro ieri per garantire al Festival una «sede per altri 4 anni». Il primo Festival presieduto da Rondi ha visto una crescita nella partecipazione del pubblico e della stampa: il tasso di occupazione media delle sale è stato infatti pari all'89% (contro l'82% dell'edizione scorsa); 64% il tasso medio dei votanti per il premio del pubblico; 62% la copertura della stampa internazionale con l'1.5% in più di giornalisti accreditati; gli istituti scolastici di Roma e Provincia coinvolti nel 2008 sono stati +8,8% rispetto al 2008. Un 4,5% in più per il totale dei biglietti emessi, con +14,5% di incassi (per un totale di 398 mila euro). Dati, quindi, tutti con il segno più, tranne per la voce visitatori dei luoghi del Festival, che mostra un -3,3%. Anche il mercato ha dato segnali di crescita (620 gli accreditati contro i 600 dell'anno scorso), anche se i Paesi di provenienza sono diminuiti (33 contro i 41 del 2007). «Il Mercato sarà sempre più importante perché è il secondo polmone del Festival - ha spiegato Rondi -. L'avvenire tecnico della manifestazione è comunque in sospeso fino al consiglio direttivo dell'11 novembre e a quello di fine novembre, dove farò le mie proposte. Ho molte idee. Tra queste ridurre il numero di film in concorso, vederne quattro in un solo giorno è impossibile. Poi, vorrei come ho fatto a Venezia con Pontecorvo, quando io ero presidente della Biennale e lui della Mostra, non interferire con le decisioni dei selezionatori ma avere con loro un dialogo aperto. Inoltre, vorrei continuare a dare spazio ogni anno a una cinematografia diversa, anche con eventi collaterali, come quest'anno la festa a piazza Navona dedicata al Brasile».
Gian Luigi Rondi ribadisce poi di essere impermeabile alla politica: «Quando ero a Venezia, nel '71 ho invitato la Cina comunista e l'anno dopo la Repubblica Democratica Tedesca. Sono sempre riuscito a tenere lontano la politica dal mio lavoro e ho chiesto a questa che non pesasse su di me. E se volete, lo slogan dell'anno prossimo sarà "tutto il cinema per tutti". La capitale ha risposto bene e ha bisogno di cinema». E a quanti sospettano che i dati possano essere gonfiati, Rondi risponde pacatamente: «Non c'è nessun motivo di fare discussioni su dati che sono per la maggior parte della Siae. Questo è un festival non un comizio politico dove ci sono i dati della Questura e quelli degli organizzatori. Se il presidente Galan dicesse che sono gonfiati lo rimandiamo alla Siae dove sono registrati. Non ho mai accettato l'idea di una possibile concorrenza tra la mia amatissima Mostra di Venezia, che ha il contributo dello Stato, e il mio amatissimo Festival di Roma, che riceve contributi territoriali da Comune, Provincia, Regione, Camera di Commercio di Roma, Fondazione Cinema per Roma e sponsor privati. In questa edizione non ci sono stati molti film americani, come anche a Venezia, per il terribile sciopero dei sceneggiatori di Hollywood», ha ieri concluso Rondi nella sala Petrassi dell'Auditorium.
Mentre si è consumata in un botta e risposta la polemica tra il ministro Bondi (che ha ieri ringraziato Rondi ed il sindaco di Gianni Alemanno «per il loro alto contributo alla riuscita dell'evento») e il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, (dispiaciuto perché «la destra per bocca del ministro Bondi considera la Festa del Cinema di Roma come mera appartenenza del sindaco Alemanno»), il presidente della Repubblica Napolitano ha reso noto in un messaggio a Rondi che il Festival «conferma la vitalità culturale del cinema nel nostro Paese».
Il sindaco Alemanno, ieri alla cerimonia di premiazione, ha infine dichiarato che «questo festival è diventato un patrimonio di Roma. E siamo convinti diventerà l'evento cinematografico più importante d'Italia».

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