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Gina Lollobrigida: «Tornerei sul set ma solo per un film sulla mia vita»

La diva ha presentato un filmato autobiografico, «Gina Lollobrigida - Un simbolo italiano nel mondo», da lei stessa diretto e montato. Si scopre così che parla tre lingue, è un'artista poliedrica, diventata attrice, scultrice, fotografa, documentarista e ambasciatrice della Fao. E che ha fatto cinema grazie a Vittorio De Sica.
«Studiavo scultura all'Accademia delle Belle Arti, quando sono stata fermata per ben due volte da un signore che mi ha chiesto di fare cinema. Rifiutavo sempre, ma dopo questa persona ha cercato di convincere anche mia madre. Alla fine, per togliermelo di mezzo, gli chiesi un milione, una cifra improponibile, sicura che mi dicesse di no. Invece incredibilmente accettò. Poi ho incontrato De Sica, un vero artista e mi convinse a continuare. Ho lavorato con Frank Sinatra, Humprey Bogart e Sean Connery: all'epoca ero viziata e potevo scegliere produttori, registi e attori. Quando mi proposero di recitare in "La donna di paglia" con Connery, lui era uno sconosciuto ed ero perplessa: mi convinsi solo quando mi dissero che era un vero uomo. La scultura resta però il sogno della mia carriera, anche se ho potuto coltivare questa arte solo dopo aver fatto il cinema».
Le ultime apparizioni dell'attrice sul set risalgono alla fine degli anni '90: nel 1998 recitò nel serial americano «Falcon Crest» e l'anno successivo nel remake di «La romana» di Giuseppe Patroni Griffi. (Foto Sirolesi)
Din. Dis.

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