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Gasparri: «Aspetto il sequel». Mafai: «Il film dice la verità»


Gasparri ha chiesto un sequel del film, «perchè tutto quello che ha scritto Pansa e che accadde nel '46-'47 va raccontato. Nel '46 non c'era ragione per massacrare gente che non c'entrava niente». Savino Pezzotta, che ha avuto il padre morto in un campo di concentramento tedesco, ha però ricordato: «Quando è iniziato tutto questo sangue? Bisogna dirlo, altrimenti l'epilogo (con il giustizialismo partigiano) non è chiaro e non spiega l'accumulodi odio». Persino la Mafai ha asserito che questo film «farà bene a chi lo vedrà. Anche se ho qualche riserva. Erano migliaia le ragazze ausiliarie che si arruolavano nella Repubblica di Salò andando incontro alla sconfitta.Quelle ragazze non entrarono mai in combattimento, però vennero umiliate e rasate dai partigiani: è verò ciò che racconta il film. La verità è che l'Italia viveva una guerra civile, poco raccontata nei libri di storia, in cui senza pietà si scannavano italiani contro italiani, persino della stessa famiglia».
Din. Dis.

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