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Donne perverse

Un film tratto dall'omonimo libro di Hemingway, considerato il romanzo più riflessivo della sua vita personale e semi autobiografico. Il fatto poi che il libro fosse stato edito solo dopo il suo suicidio, ha suscitato un acceso dibattito sulla volontà dell'autore di non pubblicarlo. La storia è quella di un romanziere americano (Huston) che si trasferisce a Parigi dove incontra la bella Catherine (Suvari), con la quale parte in luna di miele per la Costa Azzurra. Gli istinti perversi ed erotici della donna diventano sempre più iniziatici, finché tra loro s'insinua Marita (Murino), ragazza disinibita che si spinge in giochi saffici con Catherine. Ma il triangolo scatena le gelosie, prima dell'uomo, poi di Catherine, quando Marita diventa amante anche del suo compagno. In tutte le scene domina l'erotismo mescolato ai violenti ricordi di caccia africana dello scrittore.
Al regista, pronto a girare tra l'America e la Sicilia, «The Red Gold» con Marco Leonardi ed Enrico Lo Verso, tratto dal romanzo di Alessandro Di Gaetano, non interessa però che il film venga vietato, «anche perché io racconto storie per un pubblico adulto e non per i giovani».
Nessun imbarazzo nemmeno per l'ex Bond Girl, Caterina Murino, alla quale «baciare un uomo o una donna sul set non crea problemi. Tra l'altro ho già dato un bacio a una donna nel film "Le ragazze di Miss Italia" di Dino Risi. Ho ancora pudore invece nel mostrarmi nuda e per questo preferisco offrire il mio lato B, quello di cui mi vergogno meno. Il mio personaggio è quello di una ricca aristocratica che pensa solo a divertirsi. Ma quando inizia il triangolo le cose diventano difficili: d'altronde l'amante del marito è spesso la più cara amica della moglie». Anche per Mena Suvari, icona dello scandaloso «American Beauty», non c'è stato alcun imbarazzo a girare scene erotiche, anche perché «non tutti gli Americani sono così puritani da scandalizzarsi. "American Beauty" ha avuto tanto successo proprio perché in molti s'identificavano in quelle circostanze morbose. Ora i tempi sono cambiati, a Hollywood girano meno soldi e così si fanno film di cassetta sugli animali, come "Beverly Hills Chihuahua", dove anch'io ho un ruolo».
Al film scandalo americano si è aggiunta ieri la pellicola shock di Matteo Rovere, «Un gioco da ragazze» (con Chiara Chiti, Desireé Noferini e Nadir Caselli), primo film di Raicinema con il divieto ai 18 anni, contro il quale è in atto il ricorso dei produttori. Protagoniste sono tre ragazze dedite a ogni tipo di eccesso, dal bullismo alla droga, ma per il regista «la realtà fa paura. Meredith Kercher viene uccisa tutti i giorni per fare audience. Manca l'educazione ai sentimenti e io sono molto deluso dalla società in cui viviamo, perché è incapace di produrre stimoli che diano ai ragazzi la voglia di vivere». Per il produttore Maurizio Totti «la commissione censura si è irritata soprattutto per l'assenza degli adulti nella storia, dai quali sarebbe dovuta arrivare la punizione alle protagoniste».
Intanto, è iniziata con un altro forfait la quarta giornata del Festival di Roma: dopo quello annunciato di Keira Knightley per «The Duchess», film fuori concorso di Saul Dibb, non è arrivata ieri nemmeno Charlotte Rampling. Il kolossal, che sbarcherà nelle sale italiane a Natale (distribuito dalla Bim), racconta la storia di Georgiana Spencer, duchessa del Devonshire, antenata di Lady Diana, vissuta alla fine del 700, in circostanze molto simili a quelle della prima moglie di Carlo d'Inghilterra.

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