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THE MIST, di Frank Darabont, con Thomas Jane, Marcia Gay ...

Ce ne parla adesso Frank Darabont che con King si è già cimentato con successo in altri due film, "Le ali della libertà" e "Il miglio verde".
Una nebbia "cattiva", molto più carica di orrori di quanto non fosse quella che ci aveva descritto John Carpenter nell'80 con il suo "Fog". La popolano difatti mostri orrendi che, muniti di giganteschi tentacoli e di chele, prendono d'assalto un gruppo di abitanti di una cittadina del Maine che, terrorizzati, si sono asserragliati in un grande supermercato. Presto però si intuisce che, se i mostri sono quelli di fuori, non del tutto diversi sono gli uomini e le donne che cercano di fuggirli. Tra loro, infatti, la paura e l'angoscia fanno sorgere odi, rivalità, soprusi, con l'aggiunta del furore di una donna più invasata di un fondamentalista che, Bibbia alla mano, vedendo in quel flagello la punizione di un Dio crudele, arriva a pretendere, per placarlo, sacrifici umani, scegliendo via via le vittime in mezzo a loro...
Niente lieto fine. Al contrario. Con una doppia conclusione tragica. Darabont, in tutto questo groviglio, con il suo testo e la sua regia, si è mosso molto bene. Certo, la cifra era e non poteva non essere, quella di un film dell'orrore, ma anche nei momenti più vistosi, tra il via vai di tentacoli, di insetti giganteschi e di altre creature uscite dalla preistoria, non ha aderito un istante alle volgarità solo esteriori proprie del genere. Ha dosato i climi, ha costruito con nitida sapienza tutte le immagini, ha cercato, tra le pieghe del dramma, di scovare anche, in linea con l'autore letterario, una sorta di motivazione quasi razionale a quei fatti abnormi e, soprattutto, ha individuato con attenzione l'evoluzione dei caratteri dei singoli, qua disegnando in modo sferzante i "cattivi", specie la fondamentalista, là seguendo con compassione sincera i "buoni" che alla fine vedranno terribilmente deluso il loro disperato tentativo di salvarsi.
Senza mai un eccesso, evitando compiacimenti horror e forzature e riuscendo perfino a privilegiare i sentimenti (padre e figlio, un ragazzo e una ragazza). Aiutato da interpreti tutti al loro posto, inclini, nelle angosce, persino alla sobrietà.
Il protagonista è, con rigore asciutto, Thomas Jane.
Lo si ricorderà in "Eden", visto nel 2001 alla Mostra di Venezia.

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