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E nella Capitale i muri sono gratis

È accaduto alla stazione Nuovo Salario, all'Appiano e a quella di Monte Mario, dove quasi d'incanto le vecchie mura sudice di abbandono e degrado hanno assunto volti di paesaggi e personaggi, con colori sgargianti a dare luce ad ambienti altrimenti freddi e pericolosi. È questo uno degli «esperimenti» messi in campo dal Comune di Roma per cercare di arginare il fenomeno dei writers, meglio definiti nella singolare parlata romana «graffitari». Concedere spazi pubblici ai giovani che vogliono esprimere la propria arte e cercare di reprimere chi invece con scritte e segnacci contribuisce al degrado della città. Una «lotta» che costa ai contribuenti romani circa 5 milioni di euro l'anno. Inutili le proposte di multare i «graffitari», così come sono cadute nel vuoto le proposte di vendere bombolette spray solo dietro presentazione di documenti. Ora, il nuovo sindaco, Gianni Alemanno sta lavorando a un'ordinanza per obbligare a ripulire chi imbratta la città. Un noto writer romano ha definito la sua attività: «un'Arte che viaggia, che trasforma il grigio in un palcoscenico d'immagini che nascondono dall'ombra, illuminando il giorno della città eterna nel segno del colore». Un writer appunto, non certo un «graffitaro».

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