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La Bibbia è diventata davvero di tutti

La famiglia di Andrea, invece, viene da Cuneo. Marito, moglie e tre figli: settecento chilometri filati e tre giorni di vita per salire sul leggio di Santa Croce in Gerusalemme a Roma ed enunciare un capitolo del Deuteronomio. Poi tocca a Caterina, che è cieca, e il suo pezzo dell'Antico Testamento lo legge in braille. È un salmo, dice proprio «i miei occhi vedono Dio».
«La Bibbia giorno e notte» è la Storia di 1400 storie, è l'incrocio pacifico e ininterrotto di persone che si incontrano e si susseguono trasformandosi nell'anello della continua catena umana che anima questa lettura del Testo Sacro. Volontariamente, gratuitamente, l'intera Bibbia.
E a queste condizioni i volti hanno sempre un sorriso tranquillo, rivelano la consapevolezza di far parte di qualcosa di grande e non soltanto di una trasmissione televisiva, peraltro straordinaria (tre milioni e mezzo di spettatori su Raiuno). Perché stavolta ogni parola scandita è Parola di Dio, non chiacchiera da salotto televisivo. E perciò ogni volta che un impiegato, una casalinga o un sacerdote salgono sul palco c'è sempre da ascoltare in silenzio e meditazione.
In effetti il colpo d'occhio è eccezionale. Nel cuore della Roma religiosa, a due passi da San Giovanni in Laterano, la facciata della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme è costantemente illuminata e molte persone attendono il proprio turno lungo i percorsi transennati per entrare ad ascoltare. Intanto le letture si susseguono senza sosta, intervallate soltanto da spazi musicali in tema. La «macchina» allestita dalla Rai è oliata, il lettore arriva, ripassa il suo brano e si prepara a salire sul palco. «Non mi è mai capitata una cosa del genere - racconta un giovane funzionario di banca - mi sono iscritto con entusiasmo, ma non credevo si trattasse di una esperienza così serena e allo stesso tempo emozionante».
Emozione che può generare imprevisti. Come quando, tocca leggere al ministro per lo Sviluppo economico, Scajola. Senza accorgersene prosegue nel testo e legge anche il brano successivo al suo. Attimi di panico: la catena non può interrompersi. A pochi metri dal leggio il lettore involontariamente «scippato», un quarantenne romano, impallidisce: «Che cosa devo fare?». Nessun problema, può rileggere il brano. Tra il pubblico quasi tutti lo notano, specie quanti seguono la lettura sulla propria Bibbia portata da casa. Ma nessuno si scompone.
Ognuna delle 24 ore, per «La Bibbia giorno e notte», ha i suoi protagonisti. Mentre la Parola di Dio, amplificata dai maxischerni, si diffonde sul sagrato e nel piazzale antistante, al mattino le scolaresche assistono in silenzio. Poi i gruppi di religiosi, i membri dei movimenti e delle associazioni. E alla sera i ragazzi, le unioni di colleghi di lavoro, le famiglie. A notte fonda le presenze sono rarefatte, di giorno la chiesa s'affolla almeno di 300 persone.
Sul leggio è la volta dei detenuti del carcere minorile di Casal del Marmo: l'amministrazione penitenziaria ha concesso un permesso per farli partecipare. «Sarò capace di farcela?», si chiede uno dei ragazzi. Poi quando sale sul palco, di fronte alle telecamere e a duecento persone, legge senza esitazioni. «È stata la più bella delle mie ore d'aria», commenta al termine della sua lettura. Subito dopo il coro intona un «Miserere» vocale. Alla fine sembra quasi che debba calare il sipario, perché il culmine dell'emozione è raggiunto. Ma non è così. La Parola della Bibbia continua ancora. Giorno e notte.

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