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«Quando cenavo con il cardinal Ratzinger»

Qui, a Roma, ho diretto spesso l'orchestra di Santa Cecilia, che conosco come le mie tasche; insieme, posso senz'altro dire, abbiamo fatto veramente Musica e tutti i componenti dell'orchestra di Santa Cecilia hanno dato prova di una vera, vitale e intensa espressione del valore della musica. Personalmente - ha aggiunto - credo di poter dire di aver dato e lasciato a Roma un pezzo del mio cuore perché con tutto me stesso ho amato questa città tanto quanto la musica. Posso dunque affermare che Roma e la musica suonata a Roma rappresentano per la mia vita dei momenti speciali».
E poi il ricordo di una serata passata all'ambasciata tedesca suonando per il futuro pontefice Benedetto XVI: «Il Cardinal Ratzinger era sempre nostro ospite ai concerti di Santa Cecilia in particolare quando suonavamo Hyden, Mozart, Brukner, Brahms ed altri. Ed ogni volta, dopo la musica, con il futuro Pontefice, il suo segretario e il Maestro Ughi andavamo a mangiare qualcosa in un ristorante vicino al Conservatorio. In quelle occasioni il Cardinal Ratzinger ci raccontava il grande valore che per lui aveva la musica, una parte sostanziale della sua vita. Oggi certamente non possiamo più mangiare insieme e parlare di musica ma questi momenti restano per me pura gioia». E ancora: «Vorrei ringraziare il Maestro Ughi per il Premio che mi consegna e per quanto fa per i giovani musicisti. In tal senso sarebbe bello fare dei regali ai giovani talenti: metterli nella condizione, attraverso la nostra Fondazione, di avere tutti gli strumenti necessari per sviluppare le loro capacità».

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