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Carlo Antini c.antini@iltempo.it<br/> <br/> Seduto su un ...


Cremonini, perché ha scelto questo titolo?
«Mi piacerebbe sapere quale sarà il primo bacio sulla luna. Oggi si fanno spesso previsioni catastrofiche sul destino della Terra. Per questo a volte si immagina la colonizzazione di altri pianeti. Insomma penso ad esportare anche l'amore. E poi è anche uno sguardo al passato, in ricordo dei Lunapop».
Il nuovo lavoro segna una tappa di maturazione nel suo percorso musicale. È d'accordo?
«Credo che si possa andare oltre. Si tratta della fine di un ciclo. Sento di aver concluso un percorso che mi porterà altrove. Finora la canzone italiana è stata sempre al centro del mio discorso musicale. In futuro chissà. Potrebbe anche non essere sempre così».
Nel brano «Dicono di me» si parla di pregiudizi. Ne è mai stato vittima?
«Fin da bambino. Con mia madre che non mi faceva frequentare i ragazzi con l'orecchino o chi andava male a scuola. Ma questa è un'epoca di forti pregiudizi anche a livello sociale. Le donne, ad esempio, lo provano sulla propria pelle tutti i giorni. È sufficiente che una ragazza indossi una minigonna per essere considerata una poco di buono. Insomma il nostro Paese è letteralmente frenato dal pregiudizio».
Come è accaduto con «50 Special», anche questa volta il singolo è stata l'ultima canzone che hai scritto prima di entrare in studio di registrazione. Perché il brano più pop nasce sempre alla fine?
«Forse perché con gli album mi comporto come con le donne. Prima mi garantisco uno spessore e poi sfogo il mio lato più leggero. È come se facessi la formica e la cicala».
Ora sei innamorato?
«È un argomento in evoluzione. Cambio idea continuamente ma preferisco non parlare di questo perché si rischia di far male a qualcuno».
Sta già pensando a una tournèe?
«Certo. Per me stare sul palco è molto importante. Dipenderà anche da come andrà il disco. Sicuramente saremo in tour da novembre fino alla fine dell'anno. Ma non nascondo che mi piacerebbe suonare dal vivo per tutto il 2009».
Ce l'ha un sogno nel cassetto. Magari un progetto che vorrebbe realizzare ma non ne ha ancora avuto l'opportunità?
«Nella mia mente c'è l'idea di un "Best of". Dopo dieci anni è giusto fare un primo bilancio di quanto è stato fatto finora. Il disco, però, vorrei realizzarlo con la partecipazione dei miei punti di riferimento artistici: Brian May, Jovanotti e Vasco. Sarebbe fantastico».
Nel suo passato c'è stato anche il cinema, al fianco di Martina Stella. Cosa resta di quell'esperienza?
«Ero una persona diversa. Avevo un atteggiamento spensierato ed ero letteralmente incantato di fronte al mondo dello spettacolo. Quello che contava di più era la spontaneità. Ora sto vagliando altre proposte ma potrò accettarle soltanto se nel cinema vedrò rispecchiata la maturazione della mia carriera».

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