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Debora Danesi VENEZIA Il day after sul Lido ha riportato in ...

I nuovi investimenti arrivati sul Lido per la realizzazione del nuovo Palazzo del Cinema ci fanno ben sperare che le cose migliorino, anche con esercenti e negozianti affinché contengano i prezzi e con l'ampliamento delle strutture mediche», visto che sul Lido manca un ospedale e il campeggio per i giovani.
Valeria Golino ha invece voluto sottolineare che «la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a Silvio Orlando, per "Il papà di Giovanna" di Pupi Avati, non è stata una seconda scelta. Anzi, è il premio che più si avvicina all'unanimità tra quelli che abbiamo assegnato. Mi sono battuta molto affinché il film di Marco Bechis, "Birdwatchers - La terra degli uomini rossi", prendesse il Premio Speciale della Giuria che è invece andato a "Teza" dell'etiope Haile Gerima. L'esperienza da giurata del concorso è stata bella ma faticosa: vedevamo tre film al giorno e due erano brutti. Dei 21 film in gara se ne salvavano sette, otto. Le pellicole di Corsicato e Ozpetek erano difficili da giudicare nell'ottica del festival. Anche se Isabella Ferrari è stata nella rosa della Coppa Volpi, così come Anne Hathaway, ma poi ha vinto Dominique Blanc. La rosa dei film premiati ("The Wrestler", "Papier Soldier" e "Teza") rispecchia in definitiva le nostre convergenze. Gli altri film, come "Ponyo on the cliff" di Miyazaki, "Vegas" di Naderi, "The Hurt Locker" della Bigelow oltre a quello di Bechis, erano piaciuti a me e ad altri, ma non a tutti. Wenders non ha mai fatto pesare il suo doppio voto come presidente ed è stato sempre equilibrato con noi. Non so perché abbia detto che non vuole più presiedere una Giuria, ma io, invece sì, tornerei volentieri nei panni di una giurata», ha concluso Golino.
Continuano però a pesare le parole del presidente della Giuria Wim Wenders, che alla fine della cerimonia di premiazione, rompendo ogni rituale, ha chiesto il cambiamento del regolamento del festival là dove si vieta ai vincitori dei tre premi maggiori di avere anche le Coppe Volpi per gli attori. Sottolineando così la stravaganza di una premiazione che ha dato il Leone d'oro a "The Wrestler" di Darren Aronofsky, mentre Wenders e gli altri giurati avrebbero voluto premiare il grande Mickey Rourke, la cui interpretazione è il pilastro del film. Tuttavia, «il regolamento non verrà cambiato - ha detto chiaramente il direttore della Mostra, Marco Muller. Come accade anche a Cannes, non si possono dare premi agli attori quando vince il film dove gli stessi hanno recitato. Né sono più possibili a Venezia gli ex aequo. Di fatto, la Coppa Volpi data a Orlando premia anche la pellicola di Avati, come il Leone d'oro dato al film "The Wrestler" riconosce il lavoro di Rourke. Il cinema italiano esce comunque vincente da questo festival: con il premio Orizzonti Doc a "Below Seal Level" di Gianfranco Rosi e il Leone del Futuro a "Pranzo di Ferragosto" di Gianni Di Gregorio.
A Valeria Golino, la quale ha dichiarato che la quantità dei bei film era poca, Muller ha risposto che «i film selezionati a Venezia sono quelli in circolazione, evidentemente questo è lo stato attuale del cinema, perché questa è una Mostra di trascrizione che trascrive i film di oggi». Sulla voce circolata per l'arrivo a Venezia di Kim Basinger che poteva così rivedere Mickey Rourke, dopo circa 20 anni dal leggendario "Nove settimane e mezzo", Muller ha detto che sono stati «echi della Giuria dei quali non so più di voi». Alla fine, Muller ha rivelato anche il suo Leone del cuore, è "Ponyo on the cliff" ed «è l'unica cosa che ho chiesto alla giuria: non potete mandare a casa Miyazaki, che ha già vinto il Leone alla carriera nel 2005, con un premio importante? Perché ogni volta che arriva lui a Venezia, una brezza primaverile soffia sul festival», ha concluso il direttore, convinto che «il Lido può diventare la nostra Croisette».

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