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A Olmi il Leone d'oro dall'amico Celentano

Il regista 77enne, che al Lido arrivò per la prima volta nel '61 con "Il Posto" (insieme con "Accattone" di Pasolini e "Banditi a Orgosolo" di De Seta), ha invocato "il diritto di cambiare idea" e di tornare così al cinema di finzione dal quale aveva scelto di allontanarsi per dedicarsi al genere documentaristico. "Ricevere il premio, in sala grande del Palazzo del cinema da Adriano Celentano - ha detto - vuol dire riceverlo da un amico e confidente da 50 anni. Il nostro ideale è di essere ancora apprendisti, non del mestiere, quanto della vita".
D. D.

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