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Una donna «Rossovermiglio» nella saga della Cibrario

Riannoda per sè i fili di tutta un'esistenza per cercar di capire i confini tra realtà e illusioni, tra verità e menzogna, tra torto e ragione, che la riguardano e riguardano i tempi in cui ha vissuto. Una storia familiare, una vera saga in «Rossovermiglio» di Benedetta Cibrario, vincitrice del Premio Campiello 2008.
Il romanzo, spiega la Cibrario, racconta la trasformazione di un carattere, di una donna e assieme la trasformazione di una paese che passa, attraverso guerre e tragedie, dalla monarchia alla repubblica. Si tratta di una donna aristocratica che crede di rappresentare qualcosa grazie alla sua nascita e poi scopre che si sente qualcuno solo per quel che fa, per il suo coraggio di cambiare, senza paura o temere sacrifici e sbagli. Il problema era mostrare come una certa classe italiana, ancora ancorata a modelli di vita e sentire ottocenteschi, fosse assolutamente impreparata a affrontare il dramma e i rivolgimenti della seconda guerra mondiale». «Rossovermiglio» è il vino che la protagonista imparerà a fare nella tenuta nel senese, un colore intenso e forte che fa da sfondo a tensioni familiari e nazionali.

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