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Ernesto Mahieux: «La sofferenza rende grandi»

Senza sofferenza non sarei mai arrivato da nessuna parte».
La conosce bene la sofferenza?
«Sì. Il mio papà è morto molto giovane. Ho dovuto lasciare la scuola e andare a lavorare. La mia è stata un'infanzia piena di miseria. Anche mia sorella ha lavorato presto. Come unico gioco avevamo un topolino al quale lasciavamo molliche di pane. Con mia mamma e mia sorella è stato un legame solidissimo andato avanti negli anni. Purtroppo mia mamma è morta lo scorso novembre».
I suoi esempi quali sono stati?
«Merola: una persona di grande umanità, Eduardo un monumento. Dovevo quasi lavorare con lui ma non è successo. Pupella Maggio per me una delle più grandi attrici italiane, mi ha fatto capire cosa è il rigore del teatro, precisione, rispetto del costume, delle scene, del pubblico».
Perché fa l'attore?
«Faccio l'attore per scelta. All'inizio la vita mia ha costretto a fare altro. Ho dovuto fare tantissimi lavori, di tutto e di più».
La cosa più brutta della miseria?
«La ricordo benissimo. Ero piccolo non ricevevo mai regali dalla Befana. Gli altri bambini mi dicevano che ero stato cattivo, io invece cercavo sempre di essere buono».
Perché si è dedicato, per tanti anni, solo e soltanto al teatro?
«Mi piace il teatro. Ho fatto anche molto cinema, con Mario Merola, con Scola a fianco di Mastroianni e Lemmon, e poi con Giancarlo Giannini».
E Garrone?
«Ad un certo punto pensavo di non fare più cinema fino al 2001 con "L'imbalsamatore". Garrone non lo conoscevo, avevamo amici in comune e ogni tanto mi chiamavano dicendomi che Garrone cercava un attore proprio come me. Pensavo ad uno scherzo. Un giorno al telefono Garrone mi dice di andare a casa sua per conoscerlo. E così è stato».
È sposato?
«Felicemente sposato con Enza, l'ho conosciuta nell'80, l'ho sposata dopo pochi mesi. Mi ha regalato tanta fortuna. I miei tre figli sono stupendi, Ugo il musicista, Massimo si occupa di cinema, Antonella fa l'attrice».
Napoli è per lei?
«Napoli ha a che fare con il mio successo, gli attori napoletani hanno una marcia in più».
Comincerà presto a lavorare?
«Sarò a teatro la prossima stagione nuovamente con "Gomorra" che mi ha dato tantissime soddisfazioni».
Che cosa le preme di più?
«Vorrei vedere presto i miei figli sistemati, come si dice al Sud».

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