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Cercasi diva in bikini per svegliare il Lido «colonia diurna»

Le dee del grande schermo si concedono a malapena in quei 180 secondi necessari a percorre il tappeto rosso, oppure in gelidi appuntamenti in qualche stanza d'albergo adibito a set. Da quando poi il Presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta ha dichiarato di non volere le veline al Festival, in favore di scrittrici ottuagenarie, la materia prima preferita dai rotocalchi è definitivamente scomparsa. Anche la tipologia di attrici presenti non aiuta: il cinema d'autore italiano predilige, si sa, protagoniste impegnate e sofferenti. La stessa sofferenza che ormai sembra aver contagiato anche le divine di Hollywood in concorso. Si è convertito persino Tinto Brass, unico negli anni a regalare agli avventori della Terrazza dell'Excelsior prorompenti fanciulle piene di brio e forme: lo si vede ora al braccio di una malinconica signora mora, la cui scollatura non promette esattamente notti di fuoco. Vero è, che il Maestro del cinema erotico italiano è distratto in questi giorni da altri parametri, in qualità di presidente della giuria del Queer Lion, premio collaterale dedicato al miglior film con tematiche omosessuali organizzato da CinemaArte. L'Inquisizione sembra aver avuto la meglio nella Serenissima dopo secoli di resistenze: niente minigonne, nessuna trasparenza, figuriamoci il topless. La spiaggia del Lido si è trasformata in una colonia diurna estiva. Silvana Mangano, mondina in calzoncini corti di Riso Amaro, nel 1949 era più provocante della media delle presenze femminili in Mostra. Citare Brigitte Bardot a Cannes sarebbe troppo facile, impossibile pretendere da qualche attrice italiana di oggi la malizia di quella falsa bimba in quadrettini bianco rosa e cenerentole, che nel 1955 fece il proprio ingresso al Carlton con una pecora al guinzaglio. Fotografi e cameraman ringraziano dunque di cuore Claudia Ferraris, neo Miss Universe Italy, che si è tolta il castigato abitino con cui è approdata al Lido, per sfilare in spiaggia con un costume da bagno. In quel momento, ci siamo sentiti tutti un po' eretici.

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