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Imperfetta Charlize

La Theron, nata a Benoni, in Sudafrica, nel 1975, in una famiglia di lingua afrikaans, da un padre (Charles) di origini francesi e da una madre (Gerda) con sangue tedesco, nel film uccide la madre perché colpevole di avere un amante. L'attrice, che ha un passato segnato dall'uccisione da parte della madre del padre alcolizzato quando lei aveva 15 anni, non entra troppo nel merito di quanto sia giusto o non, perché «il mondo non è bianco e nero, ci sono molte zone di grigio. Il comportamento umano dipende dalle circostanze. Tutti noi abbiamo relazioni conflittuali con quelli che ci circondano. Ho cercato di avere un buon rapporto con mia madre, ma quelle che lei chiama gradevoli conversazioni con me, sono in realtà vere e proprie liti. Interpreto sempre personaggi con difetti, perché l'imperfezione rende meglio la realtà di ciò che noi individui siamo. Kim Basinger è una donna che ora ha ancora più forza, capace anche di mostrare un po' di quella vulnerabilità che si ha solo a venti anni. E quando sul set c'é da tremare, lei trema davvero». Arriaga ha poi aggiunto che «l'idea del film è nata circa 15 anni fa. Volevo lavorare sui 4 elementi attraverso la storia di una donna che inizia un viaggio fino alle sue estreme conseguenze. Mi piace sempre fare una decostruzione temporale perché solo così la storia diventa più efficace, proprio come accade nella vita che è ricca di situazioni e parole scomposte. In questa pellicola ho tentato di dimostrare che la cosa più importante della vita è la morte, in una società dove viene repressa l'idea della vecchiaia. Allo stesso modo, la nudità è l'aspetto più vero dell'essere, quello che mostra tutta la nostra fragilità e i nostri inevitabili confini. Il Neorealismo e il cinema italiano hanno molto influenzato la mia generazione».
Non è piaciuto, per la troppa violenza, l'altro film in gara, «Inju, la bestia nell'ombra» di Barbet Schoeder. Nella sezione Orizzonti applaudito «Tedium» di Bahman Motamedian sulle difficoltà di inserirsi nella società per 7 transessuali iraniani. Commozione e riflessione per «Living in Emergency» di Mark Hopkins sulla morte e la speranza di quattro Medici Senza Frontiere (MSF) che si trovano a vivere la guerra tra Congo e Liberia.
Non sarà invece distribuito in Italia, per ora, il film «Puccini e la fanciulla» di Paolo Benvenuti prodotto da Arsenali Medicei con Intolerance, mediateca regionale Toscana Film Commission e altri enti locali, tra cui la Fondazione Festival Pucciniano. Apprezzato fuori concorso al festival, riscrive un periodo della storia del grande compositore, di cui ricorrono i 150 anni dalla nascita, rivelando un suo figlio segreto. Benvenuti e Paola Baroni raccontano infatti la triste biografia di Doria Manfredi, servetta di casa Puccini, accusata dalla moglie del musicista di esserne l'amante, suicida nel 1909 e vergine. In realtà la vera amante, ispiratrice della «Fanciulla del West» era la cugina di Doria, l'esuberante Giulia Manfredi che gli diede un figlio. Simonetta Puccini, nipote del maestro, ha mosso una guerra legale contro il film, contro l'utilizzo dell'epistolario ritrovato dal regista in una valigia contenente lettere e fotografie di Puccini a Giulia Manfredi. «Controquerelerò questa signora che dice cose non vere, questo è un lavoro di grande serietà e filologicamente corretto», ha però ribattuto oggi Benvenuti.

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