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«Contrordine, ragazzi: non catturate Bin Laden»

No, è vivo, e lotta insieme a loro, i fanatici del fondamentalismo islamico. No, è vivo, l'Intelligence lo ha individuato, si nasconde nel nord del Pakistan, tra remote asperità montane, nei pressi del K2.
Ma davvero lo vogliono far fuori? Perché c'è chi ne dubita e racconta che sì, i Berretti Verdi stavano per spappolargli il cervello grazie a un tiratore scelto, ma poi qualcuno li ha bloccati. Insomma, è arrivato un contrordine. È lo scenario che ci presenta l'ex ufficiale degli Alpini Filippo Pavan Bernacchi, paracadutista e subacqueo, che nel passaggio da tenente a capitano ha partecipato a missioni qua e là per il mondo, e che tornato alla vita civile nel 2007 è stato eletto Presidente Nazionale dei Concessionari Fiat e si è messo a scrivere romanzi ambientati tra le Forze Armate. Dopo "La Penna dell'Aquila" (1998) e "Operazione Erode" (2003), eccolo impegnato in un nuova ipotesi fantapolitica con "Non uccidete Bin Laden" (Mursia, pp.401, euro 19).


Ed eccoci all'"incipit" della storia. Siamo al confine tra Afghanistan e Pakistan, sotto un cielo che brilla di un azzurro irreale. Il sergente John Wilson dei Berretti Verdi, uno dei corpi d'élite dell'esercito degli Stati Uniti (e tu subito pensi a John Wayne, cow boy di mille film hollywoodiani nonché coriaceo patriota yankee, che, giusto quarant'anni fa, mandò in bestia la sinistra Ho-Chi-Minh dipendente con un film, per l'appunto intitolato "Berretti Verdi", che celebrava le gloriose "Stars and Stripes" impegnate nella guerra del Vietnam), sta esplorando col potente cannocchiale l'accampamento di Al Qaeda, ancora immerso nel sonno. Il barbuto Guerrigliero dei Guerriglieri è qui: dopo anni di indagini e milioni di dollari spesi, finalmente i servizi segreti lo hanno individuato senza ombra di dubbio. È la mattina del Capodanno 2003.

Probabilmente anche i terroristi hanno fatto le ore piccole e non hanno voglia di alzarsi. A tremila metri di quota fa un freddo cane, ma lui, il baldo John, non lo sente e pensa al proiettile che metterà a segno col suo fedele fucile di precisione Barrett, tipica arma da tiratore scelto. Maledetti, quanto ci mettono a tirar su le chiappe! Ma alla fine si decidono. Ecco le abluzioni rituali, la prima delle cinque preghiere giornaliere, la distribuzione dei viveri. Il cuore del sottufficiale batte all'impazzata: al centro del mirino si staglia inconfondibile la faccia di Osama. Bersaglio acquisito, dice nell'interfono, attendo conferma. E pensa: tra qualche secondo entreremo nella storia, finalmente abbiamo trovato l'Introvabile, fra poco lo faremo secco e ci vendicheremo dell'11 settembre e del resto. La sicura è tolta da un pezzo, quel che resta da fare è un gioco da ragazzi.

Ma perché ci mettono tanto a dare l'ordine? Tanto? Troppo. Ma ecco che l'ordine arriva, prima ai più alti ufficiali, poi a lui: "Puma,colore rosso. Sganciarsi e rientrare". John dapprima non ci crede, poi gli danno conferma e riconferma, ma lui non ci sta, ed è inutile richiamarlo alla militaresca disciplina, è inutile dirgli di non fare cazzate. Lui rivede le Torri Gemelle, il Pentagono sventrato, l'aereo civile abbattuto dal suo amico pilota, e prende la sua decisione. Aumentando la pressione sul grilletto: " Tre, due,uno…".


Ma non ci lascerà le bucce Bin Laden. Sarà l'ostinato John, disobbediente per troppo amor di patria, a beccarsi una pallottola in testa. Dai suoi, per ordine dei suoi. Ragion di Stato? Già, ma perché? Vi diciamo solo che una potente organizzazione che gestisce la produzione mondiale degli armamenti ha interesse a mantenere in vita il terrorista più ricercato del pianeta. E la Cia? E l'Fbi?
A proposito ci sono solo loro a manovrare dietro le quinte, o…? Qui si lavora di fantasia, ma chissà… In ogni caso la spy-story di Pavan Bernacchi- che coinvolge anche i soldati italiani in missione all'estero- si legge d'un fiato. Perché gli intrighi internazionali da sempre "intrigano", e poi l'autore, oltre a fornire alimento ai suggestivi voli dietrologici, traccia uno scenario geopolitico e culturale di tutto rispetto, completo di "reportage" sull'Esercito italiano impegnato in mille operazioni nel vasto e tumultuoso mondo.
 

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