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Il grande cinema all'assalto del Ferragosto

Attorno al Ferragosto di solito piovono nelle sale, in ordine sparso, pellicole horror e b-movie. Quest'anno no, con un deciso e coraggioso cambio di politica in 700 sale cinematografiche viene presentato il sequel di «Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l'armadio», film premio Oscar per il trucco, che nel 2005 incassò oltre 745 milioni di dollari.
Protagonisti del «Principe Caspian» i quattro giovani britannici, considerati attori-rivelazione, scoperti dal regista Andrew Adamson nel primo film: la dodicenne Georgie Henley, il sedicenne Skandar Keynes, la diciannovenne Anna Popplewell e il ventunenne William Moseley. In questa seconda avventura i quattro fratelli sono ancora magicamente trasportati dall'Inghilterra al mondo di Narnia, dove incontreranno il giovane principe Caspian, interpretato da Ben Barnes.
Negli Stati Uniti, dove è uscito il 16 maggio scorso, il film ha già incassato oltre 141 milioni di dollari, nel resto del mondo oltre 161. La lavorazione è stata complessa: le riprese iniziarono nel febbraio del 2007 svolgendosi prima in Nuova Zelanda e poi in Europa Orientale: Praga, Repubblica Ceca, Polonia e Slovenia. Il film è costato in tutto 200 milioni di dollari. E se il box office continuerà a premiare la pellicola, come si prevede, la casa produttrice, la Disney, trasformerà in film tutti e sette i libri di C. S. Lewis. La serie dovrebbe continuare perciò con la terza avventura chiamata «Il viaggio del veliero», la quarta «La sedia d'argento» e così via.
Alla base del grande successo della serie un'opera letteraria animata da sentimenti profondamente cristiani. Clive Staples Lewis, ateo per buona parte della sua vita, divenne religioso nel 1929, a 31 anni, e si convertì definitivamente al cristianesimo nel 1931: docente molto apprezzato all'Università di Oxford per quasi 29 anni, poi professore di Letteratura Rinascimentale e Medievale a Cambridge, è uno di quegli scrittori che affascinano e fanno discutere. Nato nel 1898 a Belfast, in Irlanda, e scomparso nel '63 a Cambridge con sette romanzi ha creato un mondo fantastico animato di fauni, streghe, ninfe, animali parlanti e guerrieri eroici. Di lui però si parla soprattutto nei Paesi di lingua inglese perché Lewis è uno di quegli scrittori, come George Orwell e molti altri, che la cultura italiana ha confinato tra gli «autori per ragazzi» o li ha semplicemente relegati nel limbo dei dimenticati. E questo nonostante lo scrittore amasse precisare di lavorare per i bambini e per gli adulti, aggiungendo che «un libro non merita di essere letto a dieci anni se non lo merita anche a cinquanta».
In un saggio Lewis spiegò cosa significava per lui scrivere libri che leggono soprattutto i più piccoli: «Dobbiamo rivolgerci ai bambini come a nostri pari, sfruttando quella parte della natura umana in cui siamo loro pari. L'atteggiamento peggiore - scrisse Lewis - sarebbe quello di considerare la massa indifferenziata dei bambini come materiale grezzo da plasmare. Il nostro compito è non fare loro del male, e, con l'aiuto dell'Onnipotente, possiamo sperare, qualche volta, di fargli del bene, ma soltanto il bene che parte dal rispetto».
Nel cast due attori italiani: Sergio Castellitto, nei panni del malvagio lord Miraz, e Pierfrancesco Favino in quelli del generale Glozelle. «Il primo impatto con il film è stato straordinario - ha recentemente dichiarato Favino - l'emozione è arrivata quando ho visto sullo schermo il logo Walt Disney Studios, il disegno del castello magico, e, solo in quel momento, ho realizzato che ero io il protagonista di uno di quei film che vedevo da bambino, quando sognavo di fare l'attore».
Ed ha aggiunto: «È stata un'esperienza totalmente nuova e il film è meno "digitalizzato" di quanto possa sembrare sullo schermo. Ho insistito per doppiare con la mia voce il videogioco del film e anche questa è stata un'esperienza straordinaria». Sì perché il nuovo film delle «Cronache di Narnia» arriva con tutto l'«armamentario» di giochi, videogiochi, giocattoli e gadget che rendono ancora più importante, e ricca, la sua uscita.

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