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Antonio Angeli a.angeli@iltempo.it Gli storici e gli ...

Il regnante è Tutankhamon: vissuto più o meno 3.320 anni fa.
Tutankhamon, o meglio i sacerdoti che ne hanno curato la sfarzosa sepoltura, sono stati bravissimi: hanno fatto arrivare fino a noi la sua mummia, gli oggetti che usava tutti i giorni, compresi sandali e pantofoline. Abbiamo anche il suo carro da guerra, il trono e le statue delle divinità che adorava e delle quali, per un po' di tempo, è stato considerato un pari. Ma la sua storia è quasi del tutto sconosciuta. Come e perché fu incoronato, cosa fece durante il suo breve regno (morì a soli 19 anni) e, soprattutto, come morì. Probabilmente, ritengono molti studiosi, fu ucciso. E da parecchi anni gli storici sono a caccia del movente, dell'arma del delitto e, ovviamente, dell'assassino, che, con molta probabilità, ha commesso il suo crimine mentre il sovrano dormiva.
In questi giorni un pool di archeologi, per diradare un po' il mistero, sta sottoponendo al test del dna due piccole mummie trovate vicino alla sua, per capire se possano essere di sue figlie e, anche e soprattutto, chi possa essere la madre. Zahi Hawass, direttore del Consiglio Supremo delle Antichità del Cairo, ha annunciato che i due feti mummificati rinvenuti accanto al sarcofago del faraone saranno sottoposti a speciali analisi, allo scopo di determinare se sono, come ritengono diversi egittologi, le figlie di Tutankhamon.
I test e la tomografia assiale computerizzata saranno effettuati presso l'Università del Cairo, per i risultati ci vorrà qualche mese. Lo ha precisato Hawass, affermando che l'impiego delle moderne tecniche è stato già utilizzato e lo sarà ancora per identificare altre mummie della famiglia reale. E, in questo modo, fare un po' di luce su un periodo della storia dell'Egitto del quale si possiede tanto, ma per il quale ogni reperto sembra portare più domande che risposte.
Le spoglie di Tutankhamon sono state le prime ad essere sottoposte, nel 2005, alla prova del Dna. E qualcuno ha anche protestato, sostenendo che i morti, anche quelli defunti da tremila anni, hanno il diritto di essere lasciati in pace. Le ricerche permetteranno agli studiosi di ricostruire, pezzo dopo pezzo, anche un altro arcano insoluto dell'albero genealogico del faraone che regnò sul finire della 18esima Dinastia, nel periodo detto del Nuovo Regno: cioè se Tutankhamon abbia, come ritengono alcuni, sposato una sua sorella. In ogni caso non esistono prove che il monarca morto giovanissimo abbia generato dei figli.
La tomba del faraone fu ritrovata in eccezionale stato di conservazione nel 1922 durante scavi nella zona di Luxor, nella Valle dei Re, compiuti dall'archeologo britannico Howard Carter. Lo studioso trovò i feti mummificati quando scoprì la tomba di Tutankhamon. Gli esperti credono che essi fossero figlie del giovanissimo faraone, la nonna, ma su questo gli studiosi proprio non sono d'accordo, potrebbe essere la famosa regina Nefertiti e la madre Ankhesenamun, moglie di Tutankhamon.
In questo modo, chiarendo una intricata ragnatela di parentele, si potrebbe giungere alla risposta di numerose domande sulla vita di quello che è stato chiamato il «faraone bambino» e la salita al trono del quale, molto probabilmente, risolse problemi religiosi e dinastici ma, ad un certo punto, ne creò altri. Problemi che, ad un certo punto, furono risolti in modo violento e drammatico.

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