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Marida Caterini Matteo Maffucci, figlio di Mario Maffucci, ...


Cominciamo dal prossimo album degli Zero Assoluto. Quando uscirà?
«L'arrivo sul mercato discografico è previsto per la fine dell'anno. Il cd, ancora senza titolo definitivo, si comporrà di dieci, dodici canzoni, tutte inedite scritte da me e da Thomas De Gasperi, secondo la nostra consuetudine. Non ci sarà il video. Intanto sta uscendo in Francia, Spagna e Germania, un nostro vecchio album. Siamo in una fase molto positiva della nostra creatività artistica. Desideriamo dare al nostro pubblico il meglio di noi».
Gli Zero Assoluto andranno ancora a Sanremo?
«Il festival ci ha dato molto dal punto di vista professionale. Se riusciremo a trovare la canzone giusta per noi sarà un piacere tornare sul palcoscenico dell'Ariston».
Intanto lei da solo si sta dedicando ad altre attività, oltre lo scrittore anche lo sceneggiatore.
«Ho scritto assieme a Michele Rossi la sceneggiatura de "L'ospite perfetto", la prima fiction che dal quattro agosto è fruibile sui telefonini Tim, Vodafone, 3 e Wind, in pillole di tre minuti alla volta. In un tempo così breve si racconta un episodio di una lunga storia, in chiave di commedia, pensata per i giovani alle prese con i loro problemi. Mi sono voluto mettere alla prova in un prodotto che sperimenta nuove forme di comunicazione per la fiction, come i cellulari. Una scommessa, vinta, anche grazie al produttore che ha creduto in noi. Desideriamo continuare su questa strada e dare un seguito a questa prima serie de "L'ospite perfetto" ricca anche di guest star. Ci saranno infatti, tra gli altri, Federico Moccia, Giorgia Surina, Ela Weber, Cristiano Malgioglio».
Sta anche scrivendo la sceneggiatura di un suo libro?
«Il mio ultimo libro "Cascasse il mondo", diventerà un film. La casa di produzione Cattleya ne ha acquistato i diritti. Io ne sto curando la sceneggiatura. Il film racconterà la storia di tre amici che si sostengono a vicenda in ogni situazione e sono alla ricerca di una stabilità sentimentale».
Una bella carriera. Quanto l'ha aiutata il suo cognome?
«Sono sempre stato fiero di essere il figlio di mio padre. Il cognome non mi ha mai pesato e non ha influenzato la mia carriera artistica».
Vuole forse dire che suo padre, Mario Maffucci, non l'ha mai raccomandata?
«È proprio così. Ho fatto tutto da solo. A diciannove anni, assieme a Thomas De Gasperi ho fondato la casa discografica che pubblica i nostri album. Non abbiamo chiesto mai nulla a nessuno ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti».
Qual è la sua opinione sull'attuale stato della nostra musica moderna?
«Penso che l'Italia stia vivendo un periodo di vigore creativo. Il ritorno della musica live garantisce un rinnovato splendore professionale. La musica è fatta di umori e sentimenti. Bisogna assecondarli».
Quali sono i gruppi che maggiormente stima?
«Ce ne sono tanti. Penso ad esempio, ai Subsonica ed a Niccolò Fabi, bravissimo cantautore».

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