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Si sta consumando uno scisma, quello della Chiesa Anglicana ...


Per un fatale destino lo scisma anglicano riguarda, questa volta al suo interno e non contro il cattolicesimo, questioni etiche fondamentali, quali la omosessualità dichiarata di preti e vescovi, la benedizione ecclesiastica di matrimoni gay, e questioni assai controverse quali la ordinazione sacerdotale prima e vescovile poi di donne.
Riuniti per diciotto giorni, 670 vescovi, quasi tutti rappresentanti della corrente "modernista", non sono riusciti a riannodare il dialogo con la minoranza "tradizionalista" (220 vescovi), che ha la sua base in Africa, specialmente in Uganda, Nigeria e Kenya.
Lo scisma non è riducibile ad un dibattito circoscritto al mondo ecclesiastico, perché si inserisce in un dibattito universale sui valori della religione nel contesto sociale del mondo.
Il rigorismo islamico ha incrementato il suo proselitismo denunciando le derive lassiste, gli accomodamenti dottrinari in nome della tolleranza religiosa, la secolarizzazione trionfante del modello culturale dell'Occidente. Parte avvertita del mondo anglicano si richiama alla lettura attenta della Bibbia (primo e secondo libro) per respingere le interpretazioni modernizzanti di parte della Chiesa d'Inghilterra e di quella degli Stati Uniti e del Canada, una volta dominanti nel loro contesto ed oggi sempre più disertate dai fedeli.
La crisi della Chiesa Anglicana non nasce oggi.
Il grido d'allarme nacque nel 2003 con la ordinazione a Vescovo, negli Stati Uniti, di Gene Robinson, un pastore divorziato e dichiaratamente omosessuale. Gene Robinson non si è presentato a Canterbury, per evitare provocazioni, ma non intende dimettersi da Vescovo.
Il conflitto che divide il mondo anglicano è una questione che investe tutto il cristianesimo.
Le conseguenze possono essere diverse ed investono cattolici, ortodossi e protestanti.
Per cominciare: il processo di avvicinamento tra Chiese separate, nato nel secondo dopoguerra e confermato dal Concilio Vaticano II, subisce non solo una battuta d'arresto ma qualcosa di più: una violenta retromarcia.
Il Vaticano, che aveva condannato fermamente la decisione anglicana di ordinare Vescovo delle donne lo scorso luglio, nell'ultimo sinodo di York della Chiesa di Inghilterra, ha rinnovato il 30 luglio durante l'incontro di Lambeth, con un intervento del Cardinale Walter Kasper, delegato dal Papa per le questioni ecumeniche, la preoccupazione, il rattristamento e le tensioni crescenti della Chiesa Cattolica. Kasper ha ricordato "il passo indietro" deplorabile nella riconciliazione tra Roma e Canterbury, l'"alterazione" del dialogo che avrà nel futuro "obiettivi meno definiti", ed ha ammonito che la Chiesa Cattolica bloccherà "sostanzialmente e definitivamente il possibile riconoscimento delle ordinazioni anglicane".
Il patriarca di Mosca, Alexis II, capo riconosciuto della Chiesa Ortodossa, non ha fatto mancare il suo ammonimento, dichiarando che gli anglicani debbono scegliere tra le norme bibliche della moralità e la tendenza a considerare la generale permissività come una manifestazione d'amore e di tolleranza.
Cattolici ed ortodossi si preoccupano della presa di distanza degli anglicani dalle radici e tradizioni cristiane, che portano ad una confusione morale, che minaccia i principi ed i valori cristiani.
È probabile che Vescovi dissidenti dalla corrente modernista abbiano intrapreso riservati colloqui in Vaticano con la Congregazione per la Dottrina della Fede in vista di un riavvicinamento di singoli Vescovi alla Chiesa di Roma. È altrettanto probabile che il Vaticano abbia intenzione, come ha detto il Cardinale Levadan - Prefetto della Congregazione - di studiare queste domande "con attenzione". Il che significa che resta una grande speranza nella culla del Cattolicesimo di non esasperare, alimentare, lo scisma ma operare per un superamento, che appare complesso e difficile, della crisi che scuote Canterbury.
Il vescovo anglicano di Guidford, Christopher Hill, Presidente del Consiglio per l'unità dei cristiani della Chiesa d'Inghilterra, ha colto l'essenzialità del messaggio vaticano ed ha affermato che "malgrado il nostro comportamento in apparenza contraddittorio gli anglicani continuano ad essere impegnati nel raggiungimento dell'obiettivo dell'unità piena e visibile".
L'arcivescovo di Canterbury, capo della confessione anglicana, Rowan Williams, nominato dal Governo britannico, intellettuale fine, tormentato, teologo di spessore, non è riuscito ad altro che a proporre alla comunità una moratoria di un anno sulle scelte contestate della libertà alla omossessualità ed al sacerdozio e ordinazione episcopale delle donne.
A Canterbury la storia costringe a scelte epocali. La frontiera della vita, del suo ciclo naturale, della sessualità, dell'amore, del nascere, vivere e morire, del rapporto con il tempo nel quale si vive, deve confrontarsi nel mondo ad altre culture invasive. L'identità rischia di diventare confronto di civiltà. Ecco perché lo scisma della chiesa anglicana non riguarda soltanto 77 milioni di fedeli.

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