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Antonio Angeli a.angeli@iltempo.it Sky compie cinque anni: ...


Direttore Emilio Carelli, cosa è cambiato oggi in Sky Tg24, rispetto a cinque anni fa?
«Il 31 agosto di cinque anni fa, sì perché Sky Tg 24 in realtà iniziò un mese dopo la partenza della piattaforma, dicemmo che quello che stavamo facendo non era quello che volevamo. Pensavamo a un telegiornale di grande qualità. Era una vera sfida conquistare credibilità, visto che esistevano già sette telegiornali, e alcuni fatti anche molto bene. Ora gli ascolti ci danno ragione, abbiamo vinto anche un Oscar tv, possiamo essere soddisfatti».
Ha detto che sono ben fatti alcuni telegiornali, lei quali guarda?
«Ogni giorno nella nostra redazione viene fatto un confronto con tutti gli altri tg, naturalmente. Io guardo con attenzione il Tg1, Tg5 e il Tg3».
Qual è il segreto per realizzare un buon telegiornale?
«Cercare di dare informazioni il più concrete possibile allo spettatore, il più possibile documentate con immagini, meglio se in diretta. E sono fondamentali l'imparzialità e l'obiettività, poi, specialmente per quello che riguarda la politica, assoluta indipendenza. Sarà lo spettatore che si farà la sua idea. Con 39 edizioni al giorno trattiamo di politica più di ogni altro argomento e siamo orgogliosi della nostra indipendenza».
Merito anche del suo editore...
«Naturalmente sì, mi ha dato carta bianca per ogni mia scelta, abbiamo raggiunto così un'obiettività che ci riconoscono tutti».
Lei è l'unico direttore di tg italiano con un editore internazionale, si sente un po' solo?
«Quando è iniziato il rapporto ho cercato di individuare i vantaggi, dei quali primo fra tutti è proprio l'indipendenza. Certo, non ci sono paracadute, ma, comportandoci con onestà e correttezza, fino ad oggi non ci sono stati incidenti. Un altro vantaggio di essere in un network internazionale è che possiamo usare in collaborazione i grandi mezzi di FoxNews e Sky News, solo i mezzi tecnici. Loro aiutano noi e noi, per l'Italia, aiutiamo loro».
Parte del vostro successo è dovuto anche ai sondaggi con il pubblico?
«Il successo è grazie al buon modo di fare informazione, poi abbiamo superato la tv a senso unico: oggi i nostri ascoltatori con Activ possono scegliere tra sei proposte diverse e poi anche votare i sondaggi che proponiamo».
Il futuro?
«Da settembre ci sarà un'ulteriore possibilità di partecipazione degli ascoltatori, che potranno mandarci immagini dei fatti che accadono con i loro videofonini. Poi seguiremo le elezioni Usa, saremo il canale italiano delle elezioni americane».
Per chi tifa alle presidenziali Usa e chi pensa che vincerà?
«Se vincesse Obama sarebbe un gran passo avanti per gli Stati Uniti, ma temo che i pregiudizi per il suo colore non lo permetteranno».

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