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Tiberia de Matteis Regina della prossima Mostra del Cinema ...

Una nuova e intensa stagione cinematografica si è aperta per l'attrice.
Come vive questo suo glorioso rientro sul grande schermo?
«Dopo l'impegno scenico di "Giovanna d'Arco", avevo deciso di interrompere per un po' la mia attività teatrale e sono stata chiamata da Ozpetek con cui desideravo lavorare da molto tempo. Mi piace l'idea di tornare al cinema proprio nel momento in cui deve la sua rinascita agli attori di teatro, come hanno dimostrato le pellicole di Garrone e Servillo. Un film non può avvalersi solo di facce neorealistiche, ma deve colpire il cuore degli spettatori come riesce a fare una buona interpretazione. L'esperienza teatrale consente di dare di più, di dimostrare e mettere a frutto un mestiere vero».
Prova un'emozione speciale per la Mostra del Cinema?
«Vado a Venezia come se avessi dodici anni: per vedere tanti film e divertirmi. Il progetto che più mi sta a cuore è il documentario di Calopresti in cui interpreto la madre del giovane De Masi. Ho devoluto il mio compenso alle famiglie delle vittime del rogo della Thyssen. Valeria Golino, Silvio Orlando e io recitiamo in un antefatto che introduce emotivamente nell'autentico clima personale degli scomparsi».
Cosa le piace del film «Un giorno perfetto»? «Ozpetek, da grande autore sensibile quale sa essere, si è messo alla prova con temi intimi e forti, come il dramma della violenza interna alla coppia, affrontandoli con delicatezza. C'è una speranza finale che fa volare l'intero film. Il mio personaggio è perturbante e misterioso».
«Il seme della discordia» di Corsicato segue un'impostazione molto diversa?
«Si ispira a "La marchesa von O" di Kleist, ma asseconda il percorso grottesco tipico del regista. Qui incarno un'androloga che dovrà dare a una coppia notizie scomode».
Le manca il teatro?
«Proseguo il mio rapporto con il pubblico dal vivo con "Amore e Psiche" di Apuleio, una favola meravigliosa che determina l'incontro fra anima ed eros, segnando la nascita dell'uomo moderno».
Tra i tanti impegni, si prenderà una vacanza?
«Passerò venti giorni con le mie figlie e il mio compagno a Forte dei Marmi a giocare a burraco. Lì ho tanti amici e giro in bicicletta, staccando col mondo intero».
In questa felice stagione della sua vita, quali speranze nutre per il futuro?
«Se è vero che l'arte precede la vita, il teatro e il cinema italiani sono in grande movimento con idee forti e proficui travasi di attori. Il riscatto del nostro Paese è già cominciato. Mi auguro che trionfi la creatività, parola magica da contrapporre alla competitività, che significa mettersi insieme per alimentare la bellezza, la solidarietà e la ricchezza non solo materiale. Nella mia ricerca di percorsi anomali e di totale libertà, ho attinto alla potenza del femminile nel vincere battaglie private, malattie e sfide artistiche. Il mio segreto è guardare sempre avanti e agire in maniera autonoma senza piegarmi al consenso e al sistema».

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