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BLACK HOUSE, di Shin Terra, con Hwang Jung-min, Kang ...

In quella riceve una telefonata in cui una voce di donna gli chiede se l'assicurazione vien pagata anche in caso di suicidio, riagganciando senza attendere risposta. Contemporaneamente, chiamato da un cliente, deve andare a visitarlo a casa sua dove, appena arrivato, scopre il suo figlioletto di sette anni impiccato in una stanza. Suicidio, dice la polizia, ma Juno non ne è convinto e comincia a sospettare di quel padre che ha assicurato tutta la famiglia, moglie compresa, per ingenti somme. Da quei sospetti, a poco a poco tutto il resto che, mutando di luoghi e di climi, precipita il protagonista in un tale groviglio di fatti strani, molti addirittura tremendi, che lo metteranno a un certo momento, nella "casa nera" del titolo, a tu per tu con assassini seriali che adesso, vista la sua intrusione inattesa, vogliono fare a pezzi anche lui. Da qui l'orrore, che arriva al diapason. Promettendo anche alla fine, quando tutto sembrerebbe risolto, altri drammi, con nuovi crimini.
La costruzione narrativa, anche se prodiga, secondo le regole, di finti indiziati, non è sempre molto lineare, inciampa in enigmi pleonastici e in situazioni che restano oscure anche quando si decide di chiarirle almeno un po'. Tuttavia la regia di Shin Terra, abbastanza noto in Corea, sia nella prima parte in attesa del peggio, sia al momento in cui i drammi neri cominciano a prepararsi, un certo piglio è riuscito a dimostrarlo. Con le scenografie, ad esempio, nell'appartamento borghese di Juno, quindi nel macabro squallore della "casa nera", facendo in modo che ne scaturissero prima atmosfere solo ansiose in attesa di quello che si intuiva vicino a esplodere, poi cifre grondandi angoscia e terrore. A questo punto, però, passando presto la misura fino a confondere l'orrore con la macelleria, prodigando urla e sangue ad ogni svolta. E allora lo si segue a stento. Cifre così i film in arrivo dall'Asia, Corea in testa, ce le hanno spesso propinate, qui però si sono privilegiati solo gli eccessi, con il rischio che l'orrore, anziché spaventare, faccia ridere.
Gli interpreti qui da noi si affacciano per la prima volta, Si può prendere in considerazione il protagonista, Hwang Jung-min. Specie quando gli va tutto bene.

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