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La tv nella rete, quando internet entra nella fiction

La tv nella rete, quando internet entra nella fiction

TeleCommando

Internet, oltre a cambiare le nostre abitudini quotidiane al lavoro come nel tempo libero, esercita una grande influenza nel mondo della comunicazione e anche il mondo della fiction televisiva non è immune dall’invasione di stili e linguaggi provenienti dal web. Passati il clamore e la mondanità del Roma Fiction Fest, la manifestazione che in Italia presenta e anticipa le novità del mondo della produzione televisiva, si possono analizzare le diverse produzioni che hanno utilizzato linguaggi ibridati con quelli delle applicazioni più diffuse di internet o con materiale estrapolato dalla rete.

La casa di produzione italiana The Blog Tv (www.tbtv.it) ha presentato come eventi speciali nella sezione docu-fiction tre prodotti molto diversi tra loro ma uniti dal denominatore comune del materiale ‘user generated’, ovvero prodotto, girato e montato da utenti della rete. Il primo è “Citizen Report” (Rai Educational), un programma di stampo giornalistico che racconta temi di ampio respiro attraverso i video-racconti dei vloggers, ovvero degli utenti che mettono in rete filmati che usano i linguaggi del videogiornalismo per documentare e commentare un evento. In una puntata dedicata all’antipolitica e all’impegno civile si intrecciano i video pungenti ed ironici di due piazze virtuali, il V-Day di Beppe Grillo e le primarie del Partito Democratico e i commenti di blogger molto seguiti come Luca Sofri e Luca De Biase.

Il montaggio è veloce, conforme ai linguaggi della rete dove i filmati sono brevi e incisivi, molto diverso dal format “Mamme nella rete” (Discovery Real Time) in cui il ritmo rallenta e la telecamera da finestra sul mondo diventa un diario per registrare le proprie emozioni. Si tratta infatti di una trasmissione confezionata con i video-diari girati dalle donne della community www.mammenellarete.it  che raccontano la propria esperienza di maternità, allo stesso tempo ordinaria e straordinaria, come la storia inaspettata della lesbica che ha realizzato il proprio desiderio di diventare madre con un viaggio in Inghilterra.


Il contenitore Blister (All-Music) invece valorizza la parte più ludica della rete proponendo i filmati più divertenti in giro per il web affidando il commento al dj Albertino, mescolando le più recenti tipologie espressive di internet con il più giovanile dei media tradizionali, la radio.


Sul piano della fiction narrativa l’esperimento più interessante arriva da Israele. E’ stato infatti presentato Screenz (Lollipop Productions), un serial di 13 episodi che racconta storie di segreti, amori e bugie di un gruppo di personaggi attraverso le web-cam che utilizzano per comunicare. I frammenti di comunicazione gradualmente si prendono forma, e l’interazione attraverso il computer iventa il banco di prova delle relazioni umane, la web-cam trasforma e amplifica la freddezza di alcuni rapporti e la profonda intimità di altri.
 

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