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Gocce d'acqua sulla Luna. Sonda Nasa partirà nel 2008

Proprio le nuove tecniche sono state cruciali per la scoperta dell'acqua, annunciata su Nature da un gruppo di ricerca americano. Le nuove indagini sui materiali già a lungo studiati hanno utilizzato tecniche avanzatissime, come la spettrometria di massa di ioni secondari. Lo studio, coordinato da Alberto Saal della Brown University di Providence, ha evidenziato che potrebbero esserci riserve d'acqua all'interno della Luna, probabilmente sotto forma di ghiaccio concentrato ai poli. Non solo: la presenza d'acqua, seppur in tracce nelle gocce vetrose, ha permesso di dare consistenza alla teoria dell'impatto gigante, secondo cui un oggetto grande quanto Marte avrebbe colpito la giovanissima Terra circa 4,5 miliardi di anni fa, scagliando nello spazio materiali provenienti da entrambi i corpi che poi si sarebbero fusi per formare la Luna. Dall'impatto, alla luce dei nuovi risultati, sarebbe evaporata molta meno acqua di quanto immaginato finora. Anzi, i ricercatori stimano che il nostro satellite neonato avesse un mantello ricco di acqua, almeno 750 parti per milione, simile a quella del primitivo mantello terrestre. Resta sulla Luna un 5% d'acqua non evaporato, che lascia immaginare una Luna molto meno asciutta di quanto sembri. In base a queste conclusioni assume anche un altro significato la missione della Nasa che prevede per la fine del 2008 il lancio della sonda Lunar Reconnaissance Orbiter che andrà a cercare l'acqua nel sottosuolo delle calotte polari.
Din. Dis.

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