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L'amore di Spadolini per Roma era grande, testimoniato da mille momenti della sua vita. Dal titolo di uno dei suoi libri più celebri (Il Tevere più largo) alla passione con cui volle l'istituzione del Ministero per i Beni Culturali a via del Collegio Romano. Dalla cura con cui seguì l'apertura in piazza della Minerva della biblioteca del Senato alle mille pagine in cui riflette sull'esperienza della Repubblica Romana. Dalle tante case che lo hanno ospitato per incontri e dibattiti ai ristoranti del centro che lo hanno visto vulcanico commensale.
Insomma il legame tra quell'atipico fiorentino che fu Spadolini e Roma è il legame di un uomo che ama l'Italia e non può che amarne l'unica città capace di esserne capitale.
Ora è il momento di restituirgli, simbolicamente, tanto amore, trovando il modo che una strada ne conservi in eterno il nome, come si deve ai cittadini illustri che lasciano un segno postivo nella storia.
Siamo certi che la preghiera sarà ascoltata. Perché è giusto, perché Spadolini lo merita.

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