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Il mistero più grande è nella mente umana e gli scienziati stanno per svelarlo

Capire come funziona il nostro cervello è la sfida del futuro. Una sfida che la mente umana, impegnata ad esplorare il suo stesso funzionamento, è a un passo dal vincere. E una sfida che suscita anche interessi caldissimi.
Basta vedere come è stata accolta ieri, appassionata ed entusiasta, una relazione del nostro Premio Nobel Rita Levi Montalcini. «Il capitale umano è l'unico capitale prezioso», ha detto la scienziata ad una platea di professori e studenti riuniti a Milano, che l'applaudivano come una star del cinema. Rita Levi Montalcini ha cominciato dalla differenza fra la creatività scientifica e quella artistica. Entrambe sono attività creative, ma mentre quella artistica, ha spiegato, «esce dal nulla, è attività del singolo e nessuno la può cambiare, come non si può cambiare una cantata di Bach», la creatività scientifica «comincia anch'essa con l'attività del singolo, ma indaga la vita intorno a noi, ci mantiene in continuo contatto col mondo e con le leggi universali che lo governano. E poi diventa una attività collegiale, perché molti altri ricercatori possono modificarla».
Così l'Ngf, il fattore di crescita dei neuroni, «scoperto casualmente da me e dai miei collaboratori» come un fattore di crescita limitato al campo nervoso periferico, «si è poi scoperto avere un ruolo formidabile anche nel sistema nervoso biocorticale, cognitivo». Fu proprio per l'Ngf, nell'89, che Rita Levi Montalcini prese il Nobel.
E nel messaggio inviato in occasione del convegno: «Il problema mente-cervello. Filosofia e neuroscienze a confronto», promosso dal Centro di studi biogiuridici Ecsel in programma ieri a Roma, la Montalcini ha affermato che l'uomo è oggi sempre più vicino alla scoperta del mistero più grande, ovvero il «mistero della mente». «Il problema che da secoli l'uomo si pone e cioè quello di comprendere il rapporto tra mente e cervello, oggi si avvale non solo delle conoscenze neurologiche pregresse, ma anche dell'utilizzo di congegni elettronici atti a simulare le funzioni svolte dall'organo cerebrale, con il ricorso a sistemi computazionali che risolvono problematiche considerate in passato esclusivo appannaggio della mente umana».
La conoscenza dei circuiti cerebrali oggi in nostro possesso, ha concluso Rita Levi Montalcini è «una condizione necessaria per pervenire alla comprensione della mente».

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