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In tv il delitto paga e le reti fanno a gara a chi ne offre di più

E allora ecco che ogni serata, anzi, nottata, offre crimini delle maggiori gang dello stivale e poi serial killer americani, maniaci belgi e cannibali russi.
Stasera, alle 23,25, di scena c'è il criminologo Massimo Picozzi, con il sesto appuntamento di «La linea d'ombra», il programma di Raidue che indaga su efferati omicidi. Il protagonista è Maurizio Minghella. Viene descritto da tutti come un uomo violento, è anche un pugile dilettante. Asociale, ma ha la mania delle discoteche: i conoscenti lo chiamano il «travoltino della Valpocevera». Nessuno, però, immagina che Minghella sia un assassino. Nel 1982 è condannato all'ergastolo per l'uccisione di quattro prostitute. Detenuto modello, diciassette anni più tardi, ottiene la semilibertà, per buona condotta e lavora come falegname presso una cooperativa sociale di Torino, ma uccide ancora. Nel 2003 è condannato, ancora una volta, all'ergastolo per l'uccisione di altre tre prostitute. Attualmente è detenuto nel carcere di Poggioreale. Tutto raccontato da Picozzi che spiega: «Il nostro scopo non è soltanto capire "chi" si è reso responsabile di gesti crudeli ed efferati, o "come" ha commesso i suoi crimini. Piuttosto vogliamo varcare "la linea d'ombra", quel confine che sta tra normalità, follia e deliberato desiderio di fare del male, e comprendere "perché"».
Per gli amanti del noir c'è poi «Città criminali», un programma di La7. Il prossimo venerdì 13 giugno la puntata sarà dedicata al sequestro dell'imprenditore Giovanni Palombini e approfondirà il profilo criminale di Laudavino De Sanctis, detto «Lallo lo zoppo», storico criminale romano di cui si è iniziato a parlare nella puntata precedente, attraversando gli anni Settanta e Ottanta. Tutto arricchito dalle testimonianze di coloro che vissero quei fatti terribili: agenti, magistrati, persone direttamente coinvolte.
Chi vuole una vero «pieno» di cronaca nera può dedicarsi al canale satellitare History Channel che propone la serie «Delitti». Vengono offerti documentari realizzati con cura: «Il massacro del Circeo», «La spogliarellista fatale», «Il bambino sepolto». Per chi non fosse soddisfatto in altre serie di reportages possiamo trovare «Il mostro dell'Ucraina» (un bel tipino, Anatoly Onoprienko, fu condannato "solo" all'ergastolo nel '96 per cinquanta omicidi) e anche «L'arresto di Al Capone».
Ai «minimalisti» piacerà sicuramente «Scatti di nera», in onda su FoxCrime, sempre sul satellite Sky, che offre un'ampia testimonianza di efferati omicidi attraverso l'esperienza dei fotografi che ne hanno saputo cogliere i momenti salienti.
E non bisogna dimenticare «Blu notte-Misteri italiani», attualmente su Raitre, di Carlo Lucarelli: ma lui, per questi argomenti, ormai è un classico.

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