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Scamarcio, io come Ulisse emigrante senza casa perso nel Mediterraneo


La pellicola, "Eden is west", coprodotta da Grecia e Francia, dovrebbe debuttare al prossimo festival di Berlino e sarà distribuita in Italia nel 2009 da Medusa. Il film è un ritratto della società di oggi, visto dalla prospettiva di Elias, giovane emigrante clandestino apparentemente senza passato. Il ragazzo, interpretato da Riccardo Scamarcio, parla un linguaggio che fonde le culture del Sud del mondo e vive l'Odissea che parte dal suo arrivo a nuoto sulla spiaggia di nudisti in un villaggio turistico del Mediterraneo fino a Parigi, meta finale del suo viaggio. Il suo continuo adattamento alle situazioni, spesso molto dure, in cui si viene a trovare, è il solo strumento che ha per sopravvivere. Come protagonista del film (interpretato, fra gli altri, anche da Juliane Koehler, Eric Caravaca e Ulrich Tukur) Costa-Gavras ha voluto Scamarcio «un attore formidabile che qui rappresenta l'uomo che cade sulla terra, di cui non voglio sapere nè identità nè lingua. È una sorta di Ulisse in cerca di una casa, solo che mentre il personaggio di Omero ne aveva una verso cui tornare, Elias non ce l'ha. Oggi si avverte una necessità di cambiamento, in Grecia come in Francia, il mio Paese di adozione: non ho votato per Sarkozy, ma spero mantenga gli impegni che ha preso. Per risolvere il problema dell'immigrazione clandestina si pensa solo a punire, come sta avvenendo ora anche nel vostro Paese, ma è un vecchio metodo che non ha mai funzionato. Volevamo punire Saddam Hussein e vediamo i risultati. Occorre invece aiutare chi vuole emigrare per trovare un futuro migliore».
Per Scamarcio, ora sul set greco, lavorare con Costa-Gavras è stata «una manna dal cielo, la svolta della mia carriera e l'allontanamento da casa mi ha offerto una prospettiva diversa delle cose. Ma tornerò presto in Italia per girare il film di Michele Placido "Il grande sogno", sul '68, le cui riprese inizieranno il 24 giugno. In futuro potrei persino rifare un altro teen movie, ho fame di personaggi complessi e fare l'attore stimola la mia parte di bambino, la mia voglia di giocare. Per interpretare il personaggio di Elias, che vive il sesso non tanto come piacere ma come uno strumento e una merce di scambio, ho eliminato il mio giudizio sul mondo per riflettere invece l'ingenuità di Elias, la sua etica: l'ho interpretato un po' come Charlot. È il film più fisico che ho fatto, salto, corro e sono sempre in scena. Mi sembra che in Italia gli immigrati, in questo periodo, li picchiamo. Ogni volta che accendo la tv, per sapere cosa succede da noi, vedo cose estreme. Ciò che sta succedendo nella città partenopea è un chiaro riscontro di come il popolo italiano sia uno dei più volubili. Solo Beppe Grillo incarna la voglia di cambiare. Berlusconi ha capito qual era il terreno fertile nel nostro Paese, cioè la paura di perdere il proprio orticello».
L'attore che aveva già lavorato con un altro regista internazionale, Abel Ferrara in "Go go tales" (dal 20 giugno nelle sale), a fine estate sarà impegnato anche nella fine delle riprese di "Italians" di Giovanni Veronesi.

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