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Quel "male oscuro" che divide madre e figlia

Quel "male oscuro" che divide madre e figlia

L’amore mancato, di Adele Grisendi

"L’amore mancato", sottotitolo "Crescere con una madre che ti ha dimenticato" (Sperling&Kupfer, pagg. 230, euro 17) è la dolorosa autobiografia di Adele Grisendi, ex sindacalista, già autrice di un altro romanzo "Baciami piccina", con cui descriveva la povertà e la fatica delle donne nell’epoca del famoso motivetto di Rabagliati.
"L’amore mancato" è un libro ancora più privato e doloroso perché ai ricordi si somma una ricerca puntigliosa di documenti e testimonianze necessari per ricostruire la sofferenza della madre Jolanda, in preda alla sua ricorrente e grave depressione e della figlia Adele, la bambina "dimenticata" che non ha mai avuto l’amore materno e, cioè, il contatto, le carezze, i baci e gli sguardi affettuosi e complici di una mamma vera.


Jolanda, alla fine degli anni ’40, è una giovane donna, taciturna, lavoratrice e sottomessa al marito Cesare, che non avrebbe voluto figli e quando nasce e vede la sua piccina scoppia a piangere, non dalla gioia ma per disperazione.
Non è pazza ma lo diventerà anche per i suoi sensi di colpa e Cesare non è in grado di capire la sofferenza della moglie, un disagio così grande da renderla un’altra persona.
E quella che oggi chiamiamo depressione post-parto all’epoca era considerata una pazzia da curare in manicomio, dove Jolanda entra ed esce per anni.


Drammatico il ritrovamento della figlia Adele delle cartelle cliniche nel manicomio San Lazzaro di Reggio Emilia: subisce in pochi mesi 21 sedute di elettroshock e un centinaio di comi ipoglicemici.
Jolanda torna la prima volta nella cascina, "lucida e non delirante", quando la piccola Adele ha soltanto un anno e mezzo ma la madre non la riconosce, l’ha dimenticata.
Nel frattempo Adele, tra zie e cuginetti e vicini, cresce grazie all’amore degli Francesca (Céca) e Pino che la trattano come una figlia.


Ecco, nelle pagine del libro, è evidente l’amore e la gratitudine di Adele per i suoi zii che lo sono stati vicini anche quando si trattava di fare delle scelte difficili, ma anche il dolore e l’amarezza per l’assenza della madre e l’incapacità del padre, per la mancanza dell’amore materno che nessuno potrà mai restituirle e che le ha fatto decidere di non avere figli. Le due donne, infatti, non riusciranno mai ad accettarsi, saranno sempre un po’ estranee e tutte e due soffriranno nel corso degli anni perché vittime del male oscuro.


Adele Grisendi, attraverso la sua esperienza e quella della madre Jolanda, racconta il suo amore e il suo dolore, le sofferenze patite nell’infanzia, nell’adolescenza e finanche nell’età matura.
Un dolore privato e drammatico, una storia senza tempo che ci fa comprendere come un mancato sorriso o una carezza non fatta, lasciano un segno indelebile sulla pelle e nella memoria.

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