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CORAZONES DE MUJER, di Kiff Koosof, con Aziz Amehri e ...

Oggi, dopo avere a suo tempo studiato cinema a Londra presso la London International Film School diretta da Mike Like, si sono messi di nuovo insieme per raccontarci, come dal vero, questa storia di intolleranze di vario tipo, fatta concludere, ovviamente, con un invito alla tolleranza. Si comincia a Torino. Una giovane emigrante marocchina, Zina, sta per contrarre un matrimonio organizzato dai suoi ma, ragazzina, aveva perso la verginità, convinta adesso che, appena la scopriranno, verrà uccisa. Un suo connazionale, il sarto per signore Shakira, omosessuale con parrucca bionda, ha però una soluzione: andare a Casablanca dove un chirurgo esperto nel ramo riuscirà a restituirle quello che ha perduto. La scusa per il viaggio, andare insieme in Marocco per scegliere le stoffe per l'abito da sposa. Eccoli in viaggio, sull'auto di Shakira, prima attraverso la Spagna, poi su un traghetto e finalmente in Marocco dove Shakira avrà occasione di sostare nel villaggio da cui anni prima è fuggito e dove potrà incontrare suo figlio, un bambino al quale i suoi, vergognandosi di lui, hanno detto che il padre era morto da un pezzo. Vari incontri, varie avventure (anche rischiose perché, appunto, Shakira non trova comprensione in nessuno, al contrario), e finalmente l'arrivo a Casablanca dove però la soluzione non sarà quella prevista. Metà un documentario, di costumi, di ambienti, metà un racconto di finzione, svolto però con accenti di verità perché i due registi, macchina a mano, ritmi scaturiti sempre da dati reali, hanno fatto in modo di tenersi a una cronaca quasi diretta. Forse, qua e là, indugiando un po' troppo anche verbosamente, sulle polemiche contro l'intolleranza e, con qualche frattura nello stile, alternando con insistenza, in certe immagini, il quotidiano con l'immaginato, ma riuscendo, nell'insieme, a proporci uno scorcio di vita sorretto da situazioni il più sovente verosimili.
Con il concorso valido di due interpreti, Ghizlana Waldi e Aziz Amehri al loro esordio di fronte alla macchina da presa, ma così spontanei e sciolti da sembrare addirittura veterani. Potremo rivederli ancora sugli schermi.

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