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Davide Silvestri «Amore e giallo il successo di Capri»

New entry nella fiction prodotta da Angelo Rizzoli, Silvestri ha rivestito il ruolo di Dario-Falco, erede cocainomane di una dinastia di industriali genovesi che a Capri ritrova l'equilibrio grazie ad una isolana da cui peraltro dovrà alla fine separarsi (si spera per offrire agli spettatori in una eventuale terza serie, di cui già si parla, un lieto fine).
Davide Silvestri, perché Capri ha avuto tanto successo?
«Intanto la gente che aveva visto la prima serie ha voluto seguire anche la seconda. Certo, poteva deludere, ma anche se non si sono raggiunti i picchi precedenti, secondo me è piaciuto il «giallo» che ha visto protagonisti Gabriella Pession e Luca Ward. Straordinari».
Eppure attori del cast, fra i quali Sergio Assisi, hanno espresso qualche dubbio sulla parte noir, preferendo la prima serie più centrata sulla commedia.
«Ripetere la storia del triangolo amoroso avrebbe finito per stancare»
I suoi rapporti con il resto degli attori, in particolare con Lucia, alias Miriam Candurro, di cui ti innamori sul set?
«Grande empatia con Kaspar Capparoni, la domenica mi portava a fare le immersioni a Salerno. Luca Ward è spiritosissimo, un giocherellone. Con Miriam ho avuto un rapporto ottimo. Di solito con le attrici si crea un rapporto di amicizia o di odio. Con lei c'è stato rispetto reciproco. Provavamo insieme le scene, ci siamo confrontati parecchio».
Quanto c'è di Davide nel personaggio di Falco?
«Più di quanto non si immagini, per motivi personali che non riguardano me ma persone a me vicine e di cui non mi va di parlare. A partire dal nome...Sull'isola mi chiamavano «Il Falco», il mio nome nella soap «Vivere» era Marco Falcon, ho un tatuaggio con due ali di falco...»
Ammiratrici a valanga, immaginiamo.
«Sul mio spazio web (www.myspace.com/davidesilvestri) ho ricevuto tantissime mail. La gente mi ferma per strada, ma sono io a fare le domande a loro. Chiedo cosa ne pensino del mio personaggio, cosa sia piaciuto e cosa no».
Soap, fiction, cinema, teatro. Cosa piace di più fare a Silvestri?
«Il cinema, senz'altro. Ritmi meno stressanti, si guadagna bene. Anche il teatro...certo bisogna mantenersi, economicamente intendo. Diciamo più in generale che mi piace fare questo lavoro. Quello che non mi piace è il gossip che sta intorno al mondo dello spettacolo».

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