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L'eredità di Cathleen Keller, eroina dell'egittologia moderna


Keller, scomparsa domenica scorsa, è stata una delle ricercatrici che maggiormente ha fatto luce sugli sconosciuti artigiani-artisti che dipinsero i sepolcri di Ramses il Grande, Tutankhamen e Hatshepsut nella Valle dei Re o che scolpirono le monumentali statue dei re e delle regine. La professoressa Keller, eminente egittologa dell'Università della California a Berkeley ha contribuito, inoltre, a chiarire molte delle vicende legate alla misteriosa regina Hatshepsut, la figlia più giovane del faraone Thutmose I, vissuta nel Nuovo Regno intorno al XVI-XV secolo a.C., discendente della XVIII dinastia.
Keller ha fatto, in particolare, significative scoperte sulla forte espansione edilizia al tempo di Hatshepsut, al cui none è legato il Djeser Djeseru, l'imponente tempio funerario eretto a Deir el-Bahari per mano di Senemut, primo consigliere della regina. Ma il contributo archeologoco più significativo di Cathleen Keller è stato quello di individuare la mano di differenti artigiani-artisti nelle decorazioni delle grandi tombe della Valle dei Re risalenti al Nuovo Regno (circa 1550-1170 a.C.).
La professoressa di Berkeley ha partecipato a venti missioni archeologiche in Egitto, ha curato sette mostre e ha pubblicato una trentina di articoli e saggi.

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