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Donna Assunta: "Un amore e una vita insieme"

Donna Assunta: "Un amore e una vita insieme"

Giorgio Almirante e Gianfranco Fini

..Mi sembrava di essere un'attrice di Pirandello, la mia mente era totalmente assente, lontana dalla tragedia. Mi impressionarono questi uomini che si inginocchiavano davanti alla bara, infilavano la mano sotto la schiena di Giorgio e lo baciavano. La seconda sera di camera ardente ebbi l'impressione che la salma si stesse rovinando perché sembrava più gonfia. Non era così: sotto la schiena trovammo sotto un numero enorme di tessere di partito. Credo che con la morte di Almirante molti consideravano finito il partito. Avevano già previsto tutto, prima di tutti...»


Come lo conobbe?


«In Calabria ad una manifestazione, poi c'incontrammo a Roma, una sera. Passeggiammo a lungo, in centro. Fu simpatia immediata...»


Simpatia lunga 44 anni?


«Vero, 44 anni di amore e di vita insieme che augurerei a tutte le coppie. Siamo stati sempre insieme e l'ho sempre seguito. Guardi, io ho votato a favore del divorzio ma oggi mi sento quasi colpevole, perché penso che forse questa cosa ha favorito la crisi delle famiglie».


Che uomo era?


«Dolce, grande, favoloso, gentile. La nostra è stata una vita felice da una parte, per l'affetto che ci ha legato, dall'altra difficile a causa della politica, abituati a mettere gli occhi all'occipite per la preoccupazione di ciò che poteva capitare...».


Un momento felice?


«Abbiamo vissuti anni felici perché non era un uomo comune, era particolare. Io ero la terribile, mi chiamava "zio Adolfo". Non era mai arrabbiato, sempre gentile, aveva sempre complimenti per me, a tavola aspettava di mangiare finchè non mi sedevo, mi cedeva il passo anche dentro casa. Per tutta lavita come il primo incontro».


Una vostra passione?


«La musica. A me piacevano le opere, a lui il teatro e la lirica».


La vostra canzone?


«Vogliamoci tanto bene, amore mio, di Rascel».


Una passione soltanto di suo marito?


«La Juventus. Ricordo il telegramma bellissimo di Agnelli quando Giorgiò morì: «La Juventus perde un tifoso prestigioso».


Un uomo affascinante ma anche un seduttore?


«Sicuramente era amato dalle donne, gli arrivavano molte lettere, anche con richieste di appuntamenti e incontri galanti...con tanto di indirizzi».


Non era gelosa?


«No, non ero gelosa, primo perché ero sicura del suo amore per me, e poi perché lui aveva paura: potevo cavargli gli occhi».


I suoi corteggiatori?


«Ne ho avuti tanti... ma non ci sono mai cascata, non mi interessavano ero molto presa da lui ma anche dal mio lavoro».


Almirante grande statista: appartiene più alla storia o a lei?


«Penso che lui appartiene a me, ma sicuramente anche alla storia. Lui ha evitato la guerra civile, ha sempre pacificato la nazione, umilmente ha sempre frenato gli animi per aiutare gli italiani. E i risultati ci sono: abbiamo Fini presidente della Camera».

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