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Era il 3 febbraio 1913 quando Rudolf Steiner fondò la ...


Nato nel villaggio croato Kraljevica nel 1861, Steiner formulò la dottrina antroposofica fra il 1902 e il 1909. Accanto alle fonti induiste e buddiste, egli si ispirò soprattutto alla concezione nietzschiana del «ritorno dell'identico» per sviluppare la sua dottrina del ripetersi della vita sulla terra, cioè della reincarnazione. In quanto editore degli scritti scientifici di Goethe e collaboratore dell'archivio goethiano di Weimar, Steiner studiò approfonditamente il pensiero scientifico e filosofico di questo autore classico.
Percorrere la via della conoscenza antroposofica significa ottenere dei poteri occulti di veggenza. L'obiettivo finale è lo stesso di altri sistemi occulti, come la via dello yoga, la via gnostica o la meditazione dei rosacrociani: l'uomo deve creare in sé le prerogative perché il «mondo spirituale» soprasensibile, cioè il mondo degli spiriti, possa penetrare in lui. A questo scopo le percezioni esterne devono passare sempre più in secondo piano, il pensiero, la volontà e i sentimenti devono concentrarsi sulle realtà soprasensibili, l'intelletto deve essere eliminato. Steiner sviluppò quattro stadi: lo stadio della scienza dello spirito; l'immaginazione; l'ispirazione e l'intuizione. I suoi studi sono tuttora punti di riferimento nella pedagogia: l'insegnamento scolastico steineriano viene suddiviso, secondo la dottrina dei quattro corpi, in ritmi settennali. L'individuo viene giudicato in grado di raggiungere la perfezione in base alle ideologie dell'evoluzionismo e dell'umanesimo. Le storie bibliche vengono studiate accanto alle favole, alle leggende e alle religioni. Anche nella medicina antroposofica la suddivisione dell'uomo in corpi visibil e invisibili determina la diagnosi e la scelta dei medicinali. Le sostanze non sono morte, ma animate da un «mondo spirituale soprasensibile» che pass, per esempio, attraverso il potenziamento omeopatico. Anche nell'agricoltura biologica-dinamica sviluppata da Steiner, la materia viene considerata animata, portatrice di poteri terreni e cosmici. E nell'arte antroposofica (euritmia o architettura) si vuole esprimere la presenza di mondi soprasensibili tramite il linguaggio, il movimento e la forma. Per la cultura steineriana, senza radici non si hanno dei frutti. Ciò significa che la pedagogia, la medicina, l'agricoltura, l'arte e tutte le altre attività antroposofiche sono influenzate e permeate della concezione dell'universo di Steiner e del suo occultismo. Steiner fa di Cristo un «principio», un impulso cosmico, che continua a tenere in moto l'evoluzione. Nell'antroposofia, alla rivelazione biblica, si oppone quindi una speculazione umana e occulta.
Il genio steineriano verrà ora riscoperto in tre giorni di convegno (9-11 maggio) presso l'Univeristà La Sapienza di Roma (facoltà di Economia), con Pietro Archiati, filosofo e teologo prima alla Gregoriana di Roma e poi alla statale di Monaco di Baviera e insegnante nel Laos durante la guerra del Vietnam (1968-70), il quale, durante un periodo di eremitaggio (nel 1977) ha scoperto gli scritti di Rudolf Steiner. Nel XVI Convegno di Scienza dello Spirito dal titolo "Il grande gioco della vita" sarann affrontati i temi su Nascita e famiglia; Scuola e gioventù; Incontri e scontri; Salute e malattia, gioie e dolori; Morte e rinascita.

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