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Antonio Angeli a.angeli@iltempo.it Realizzate come film, ...

Il protagonista è un poliziotto spigoloso e intransigente che si muove nell'Italia fascista, poi in quella della guerra via via fino alla Liberazione e al Dopoguerra. Protagonista, con un'aria spettinata e insonne, è Alessandro Preziosi, sempre circondato, nelle diverse puntate, da donne bellissime: Kasia Smutniak, Ana Caterina Morariu, Raffaella Rea. La regia è di Antonio Frazzi. Sulla realizzazione aleggia lo spirito letterario di Carlo Emilio Gadda e del suo romanzo «Quer pasticciaccio brutto de via Merulana», reso poi sullo schermo nel 1959 in «Un maledetto imbroglio» di Pietro Germi. Lo stesso Germi impersonò il commissario Francesco Ingravallo al quale Preziosi, in modo discreto, si è liberamente ispirato per il suo personaggio.
Carlo Lucarelli è contentissimo del risultato raggiunto: «Mi sento un autore felice - ha detto - gli scrittori di solito sono terrorizzati perché gelosi dei loro romanzi e si dispiacciono sia se nei film o in tv appaiono più brutti sia se poi, ancora peggio, risultano migliori. Credo che il mio lavoro, con le giuste differenze che devono esserci tra letteratura e fiction, sia stato ben reso».
«Noi giallisti - aggiunge Lucarelli - interveniamo sempre quando qualcosa non funziona. Quando, in futuro, la scienza avrà un modo infallibile per scoprire i crimini, noi troveremo una "falla" su cui scrivere. La mia passione per quell'epoca, il fascismo, la Liberazione, nasce da una tesi di laurea mai terminata. Mentre scrivevo della polizia fascista mi accorgevo che c'era molto altro da dire». E parlando del passato si arriva, come su un ponte, al presente perché, assicura lo scrittore, «il passato, in Italia, non è mai veramente passato».

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