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Antonio Angeli a.angeli@iltempo.it L'anno è il 1975: tutte ...

Argento non ha ancora 35 anni, al suo attivo ha quattro thriller: «L'uccello dalle piume di cristallo» (1970), «Il gatto a nove code» ('71) e «Quattro mosche di velluto grigio» ('71). I film, soprattutto il primo, sono visti come piccoli capolavori del genere. Tutti considerano la trilogia imbattibile. E invece no: Argento concepisce quel labirinto da incubo che è «Profondo rosso», nel quale gli spettatori si perdono terrorizzati, cercando di capire chi è l'assassino e lascia tutti a bocca aperta.
Poi, soddisfatto, si dedica ad altri settori della paura, alla magia nera: escono «Suspiria» ('77), «Inferno» ('80), «La sindrome di Stendhal» ('95), «La terza madre», del 2007, del quale proprio l'altro giorno è uscita una ricchissima versione in dvd. Fan di Argento terrorizzati e contenti per un trentennio, anche se a molti, soprattutto ai meno giovani, è rimasta l'impressione che quei primi quattro gialli, una trilogia più uno, senza magia e con un'imbattibile suspense, siano il meglio del meglio della sua carriera.
Argento ora torna dietro la macchina da presa per il suo diciottesimo film e il titolo, guardacaso, è: «Giallo». La sceneggiatura, scritta da Jim Agnew e Sean Keller, racconta la storia di una hostess americana che, insieme ad un investigatore italiano, segue le tracce della sorella scomparsa, rapita da un serial killer. I protagonisti sono la francese Emmanuelle Seigner e Adrien Brody che, proprio domani, compirà 35 anni. «Giallo» sarà interpretato anche dalla spagnola Elsa Pataky, nota al pubblico per «Manuale d'amore 2». Il primo ciak sarà battuto tra un mese a Torino, la produzione è dell'Opera Films di Claudio Argento e tutta la lavorazione tecnica successiva al film sarà effettuata a Los Angeles.
Il maestro del brivido per questa sua pellicola voleva una star Usa e ha scelto l'attore di «Il pianista», dopo che per la parte si era parlato anche di Ray Liotta. Niente di nuovo: per «Profondo Rosso», 33 anni fa, Argento volle David Hemmings, il divo internazionale che era già stato protagonista di «Blowup». Dalla storia, anzi, dai pochi scampoli di storia che si riescono a rubare dai film di Argento prima dell'uscita, sembra proprio che il regista stia per tornare a quel particolare genere di film che l'ha reso famoso. Per la gioia, terrorizzata, dei suoi moltissimi fan.

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